20 Febbraio 2019

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S. Teresa di Riva rende omaggio al suo "Angelo", avvolto nel "Tricolore" in un Santuario gremito, presente anche il Capo della Polizia Franco Gabrielli.

18-01-2019 23:25 - S. TERESA DI RIVA
La Comunità santateresina si è stretto attorno al suo “Angelo”, Gabriele Spadaro “a perso la vita” mentre faceva il suo lavoro da poliziotto, mentre prestava soccorso durante i minuti immediatamente successivi all’incidente avvenuto la notte di martedì 15 gennaio sull’autostrada Catania – Messina all’altezza di Scaletta Zanclea, una tragedia che ha provocato tre morti e sei feriti.

Oggi nel Santuario Madonna del Carmelo l’ultimo saluto al 55enne Angelo Gabriele Spadaro in una Chiesa gremita di parenti, amici, colleghi e dei suoi compaesani, dalle massime autorità militari, civili, dal primo cittadino santateresino Danilo Lo Giudice insieme a tanti Sindaci della riviera jonica e dell’intero territorio messinese.

Ad accogliere il feretro di Angelo avvolto nella Bandiera Italiana, il Capo della Polizia Franco Gabrielli, il Questore Mario Finocchiaro, il Procuratore Generale della Repubblica Vincenzo Barbaro, il Prefetto Maria Carmela Librizzi, il Sindaco Metropolitano Cateno De Luca, il Sindaco di Santa Teresa Danilo Lo Giudice, i rappresentanti locali delle forze dell’ordine, la Deputata Regionale Elvira Amata e la Senatrice del M5s Grazia D’Angelo, la Deputata Nazionale Angela Raffa, gli Assessori Regionali Bernardette Grasso e Marco Falcone nonché numerosi Sindaci della Provincia di Messina con la fascia tricolore.

Sul sito della Polizia di Stato si legge: Ma chi era Angelo? per le persone che lo hanno conosciuto era realmente buono, generoso, esemplare, sincero e leale con tutti. Angelo è morto mentre stava svolgendo il suo lavoro; stava facendo dei rilievi di polizia su un precedente incidente, un’attività che tutti gli specialisti della stradale sanno essere la più pericolosa e, comunque, necessaria. Eppure Angelo, quella notte, era lì, insieme al suo collega Giuseppe Muscolino, rimasto gravemente ferito, a fare il suo dovere. Mancherà ai suoi familiari, ai suoi amici e ai colleghi che lo conoscevano e che con lui lavoravano ogni giorno. Noi ci auguriamo che venga ricordato soprattutto quando sulle strade, ognuno, deciderà di premere sull’ acceleratore, di fare un sorpasso azzardato, di guidare guardando ogni minuto i messaggi sul telefonino. Solo così il suo sacrificio potrà avere significato.

Prima di arrivare al Santuario della Madonna del Carmelo, il feretro proveniente da Messina è stato “salutato” anche dalla Comunità di Furci Siculo che lo atteso sul frontale della Piazza Sacro Cuore dove il primo cittadino Matteo Francilia e tanti cittadini ha reso omaggio con un minuto di raccoglimento. Non poteva mancare anche per pochi minuti nella sua abitazione, nel suo quartiere in Via Sparagonà, poi la via verso il Santuario a portarlo i suoi colleghi in divisa, avvolto nel tricolore.

A celebrare la S. Messa l’Arcivescovo Giovanni Accolla, il Vescovo Ausiliare Cesare Di Pietro, il cappellano della Polizia di Stato di Catania Salvatore Interlando ed il parroco Ettore Sentimentale insieme a tanti parroci delle altre comunità religiose.

Le parole dell’Arcivescovo Giovanni Accolla: “Ha donato la sua vita, il suo è stato un gesto di generosità, di chi sa servire prima dello Stato tutti coloro che lo formano lo Stato, i propri fratelli automobilisti, i suoi colleghi, la sua famiglia. Un esempio non trascurabile”.

Il Sindaco Danilo Lo Giudice (S. Teresa di Riva): “Angelo era un ragazzo straordinario che ha concluso la sua vita prodigandosi per gli altri, così come era dedito fare tutti i giorni”

Il ricordo della nipote GiulianaSei figlio, fratello, compagno, zio, padre, nostro punto di riferimento. Non avemmo mai immaginato un giorno come questo, voli in cielo con i tuoi mille progetti”.

Il vicequestore di Messina Nicolò D’AngeloGentile ed educato, preparato e instancabile lavoratore”

S. Teresa di Riva si è stretto intorno al suo “Angelo” e alla sua famiglia, alla compagna Marina, alla mamma Maria, al papà Michele, al fratello Giannantonio, alla sorella Sandra,a i nipoti Michele, Giuliana, Mattia e Greta.

L’ultimo saluto il “picchetto d’onore” all’uscita del Santuario accolto anche da un spontaneo ed commosso applausi dei presenti che hanno reso omaggio al suo “Angelo” e l’intera cittadina di S. Teresa di Riva che si è fermata “lutto cittadino”.

Non poteva non mancare il saluto quello dei suoi colleghi poco prima che varcasse la soglia del cimitero cittadino: le sirene delle volanti ….l’ultimo saluto al poliziotto Angelo
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