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Elezioni regionali, alle urne a fine Ottobre. Ecco la nuova mappa dei 70 seggi in palio. Messina da 11 passa a 8 deputati.

10-02-2017 22:20 - News Sicilia
Non c´è più tempo per cambiare la legge: resta il listino del presidente, niente voto di genere. A Palermo si eleggeranno 16 deputati, 4 in meno, lo stesso a Catania: 13 invece di 17. A Messina si eleggeranno 8 deputati invece di 11, a Trapani 5 invece di 7.

Le grandi manovre per le Regionali e le Amministrative sono iniziate. Molto più di quanto non appaia, la macchina di quella che si annuncia come una lunghissima sessione elettorale è partita, per il rinnovo dell´Ars tutto è ormai pronto: l´assessorato agli Enti Locali ha preparato il dossier che contiene anche la mappa della nuova distribuzione dei seggi in virtù della riforma che riduce da 90 a 70 i deputati regionali. La data segnata in rosso da tutti i partiti è quella del 29 ottobre.

Questo perché nel 2012 si è votato il 28 ottobre e lo Statuto impone di votare ora in una finestra compresa fra 4 setti mane prima e due dopo la data di 5 anni fa. In ogni caso, alcune scadenze si sono già verifícate e hanno effetti notevoli. Il primo è che non è più possibile modificare la legge elettorale per adeguarla al taglio dei deputati. Quasi tutti i partiti avrebbero voluto cancellare il listino di sette nomi collegato al candidato presidente e che assegnerà ora 7 seggi come premio di maggioranza.

I partiti avrebbero voluto abolire questo listino per distribuire sui collegi provinciali i relativi posti: tradotto, gli aspiranti deputati avrebbero più chance di essere elettri perché i posti da distribuire in base ai voti sarebbero di più. Tuttavia, come spiegano sia la Lantieri che gli esperti della presidenza dell´Ars, una modifica di questo genere ha dei tempi ormai incompatibili con le elezioni in ottobre: una volta approvata va sottoposta entro 180 giorni a referendum. Allo stesso modo è impossibile introdurre una modifica più volte annunciata: l´introduzione della doppia preferenza di genere (l´obbligo di votare un uomo e una donna). Dunque si va a votare con gli effetti matematici dei tagli decisi nel 2013.

Che significa? A Palermo si eleggeranno 16 deputati, ben 4 in meno di quanto è stato fatto fino al 2012. Anche a Catania quattro deputati in meno: 13 invece di 17. A Messina si eleggeranno 8 deputati invece di 11, a Trapani 5 invece di 7. Le province che perdono meno in questo senso sono Agrigento che scende da 7 a 6, Caltanissetta da 4 a 3, Enna da 3 a 2, Ragusa da 5 a 4, Siracusa da 6 a 5.

In pratica funzionerà così: attraverso le liste provinciali verranno eletti sessantadue deputati, altri sette saranno il premio di maggioranza assegnato al futuro presidente attingendo dal listino e l´ultimo onorevole sarà il primo dei candidati presidente sconfitto.

Di Giacinto Pipitone – Giornale di Sicilia


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