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Vietato bruciare le erbacce, si rischia l´arresto.

08-03-2014 11:19 - Attualità
Le norme sono contenute nell´ articolo 13 del decreto legislativo 205 del 2010, che modifica e rende più stringente quanto previsto da un altro decreto legislativo, il numero 152 del 2006.

...Alzi la mano chi non ha mai falciato erba secca e rovi, potato alberi, ripulito la campagna e poi fatto un bel falò per eliminare quegli scarti. «Che male c´ è, se stiamo attenti a non far divampare incendi?» qualcuno si sarà chiesto. E invece è vietato, anzi vietatissimo, liberarsi di residui vegetali tramite l´ incenerimento a terra, in qualunque periodo dell´ anno.

Chi viola questa norma dello Stato incorre in un reato penale e rischia l´ arresto o un´ ammenda minima di 2.600 euro. In passato, invece, il divieto di accendere fuochi era valido solo tra il 15 giugno e il15 ottobre. A vigilare sull´ applicazione di quanto previsto dall´ articolo 13 del decreto legislativo 205 del 2010, che modifica e rende più stringente quanto previsto da un altro decreto legislativo (il 152 del 2006), sono le squadre del Corpo forestale della Regione siciliana e le pattuglie della polizia municipale dei singoli Comuni. Verifiche che nel 2013 hanno accertato 132 illeciti, per un totale di 47.400 euro di sanzioni amministrative.

«Mai bruciare le stoppie e i residui di potature - sentenzia l´ ingegner Vincenzo Di Rosa, dirigente generale del comando del Corpo forestale della Regione-. La materia negli anni è stata oggetto di varie revisioni e questo forse ha generato qualche equivoco. I cittadini devono sapere che chi viola questa norma compie un illecito smaltimento di rifiuti, oltre che esporre l´ ambiente al rischio incendi. Bisogna smaltire questi residui in discarica». Anche il Corpo forestale dello Stato è chiaro nelle indicazioni: per non in correre in sanzioni bisogna depositare questi rifiuti nei contenitori, se in piccole quantità, oppure conferirli in discarica pubblica, oppure ancora acquistare un trituratore di scarti vegetali e poi spargerli sul terreno come composto organico concimante.

Ma la stretta sui controlli da parte delle squadre della forestale ha prodotto nel 2013 anche un drastico calo degli incendi propagati nelle campagne e nei boschi in Sicilia.
Dopo l´ annus horribilis 2012, quando bruciò l´ intera riserva dello Zingaro e per colpa di 1.271 incendi andarono in fumo 55.583 ettari di vegetazione in tutta l´ Isola, pari al 43,1% dell´ intera superficie dell´ Italia andata a fuoco, nel 2013 il fenomeno si è di gran lunga ridimensionato. Il monitoraggio effettuato dal Corpo forestale, e ancora inedito, mostra appena 448 incendi (14 denunciati), per un totale di 2.106 ettari colpiti. Anche il danno economico si è sensibilmente ridotto: nel 2012 il danno ambientale ammontava a 41 milioni di euro e il costo di estinzione degli incendi a 13 milioni, mentre nel 2013 il primo è sceso a due milioni e il secondo a tre milioni.

«Merito della grande attenzione al problema della prevenzioneanalizza Di Rosa -, aumentando la presenza del numero delle pattuglie che vigilano sul territorio e fanno da deterrente, soprattutto nelle province a più alta densità boschiva e negli anni più colpite dalle fiamme, Palermo, Trapani e Messina. Abbiamo messo in campo 780 uomini in divisa, più 7.114 operai forestali».

Ma il sistema di difesa dei 500 mila ettari di superficie boscata in Sicilia conta anche 8.142 punti acqua, 129 autobotti, 279 torrette di avvistamento e 181 squadre. "Grazie alla velocità negli interventi di spegnimento, siamo riusciti a ridurre l´ estensione degli incendi - aggiunge Di Rosa -. È questa la nostra maggiore soddisfazione».



Fonte: Giornale di Sicilia
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