27 Ottobre 2020
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Taormina - Alcantara: Tre impreditori turistici del comprensorio lanciano l'ennesimo allarme.

07-04-2020 11:46 - TAORMINA
Il decreto Cura Italia non aiuta le imprese, e nello specifico quelle del settore turistico, soprattutto nei rapporti con le banche e nelle procedure burocratiche. A lanciare l’ennesimo allarme sono tre imprenditori del comprensorio Taormina-Alcantara, Maurizio Vaccaro (Parco Botanico e Geologico Gole Alcantara), Angelo Maimone (CityBySee Open Top Bus) e Massimo Turrisi (Bar Turrisi di Castelmola), in una lettera inviata alle deputazioni nazionale e regionale, che però riflette la preoccupazione di migliaia di imprenditori turistici della Sicilia e non solo.

“Ad oggi – si legge nella lettera – di quanto messo in campo dal Governo con tutti i Decreti varati e soprattutto con il “Cura Italia” ancora di concreto sul territorio non si è visto nulla e, di contro, i ritardi e le assurde ed inutili complicazioni burocratiche continuano a creare confusione, apprensione e preoccupazione in tutti noi. Le banche stanno operando in ordine sparso con procedure preliminari di istruttoria condizionali che nulla hanno a che fare con i presunti “automatismi” che il decreto auspicava; l’accesso al credito per liquidità del quale abbiamo disperato bisogno per fare sopravvivere le nostre aziende OGGI, è solo una pia illusione. E’ palese che per le aziende del comparto e della filiera turistica non esiste un reale piano di intervento e di assistenza alle aziende del settore, per il “dopo” pandemia. Noi non vogliamo indebitarci ulteriormente, ma essere messi in grado di fare ripartire le nostre aziende.

Nella stessa lettera i tre imprenditori lanciano anche alcune proposte:

1. urgente accordo con l’ABI per la veloce procedura di accesso al credito, non soggette ad alcuna condizionalità e la conseguente erogazione di liquidità coperta dal Fondo di Garanzia – MCC, tramite affidamenti di cassa, commisurata alle necessità delle aziende, con semplice autocertificazione che dichiari la somma necessaria per lo stato di emergenza finanziaria aziendale;

2. inibire le eventuali procedure di protesto che nel frattempo ne potrebbero derivare;

3. immediato avvio delle procedure di richiesta ed erogazione dei sussidi e della cassa integrazione per i nostri collaboratori entro il 10 aprile con l’anticipazione da parte delle banche;

4. la sospensione del pagamento di qualsiasi tributo o tassa da corrispondere, anche di carattere comunale e regionale, ovvero la cancellazione di qualsiasi tassazione per l’anno 2020.

5. la predisposizione e l’attuazione a livello regionale e nazionale di un piano organico di intervento e finanziamento per tutte le imprese della filiera del turismo, che sia articolato almeno su 24 mesi, considerato il nostro carattere di stagionalità, con il 50% a fondo perduto, con un preammortamento di almeno 6 mesi e che abbia come obbiettivo la ripresa delle attività.

6. predisposizione di un adeguato piano regionale di comunicazione e di marketing finalizzato alla sensibilizzazione dei flussi turistici italiani ed esteri per riconquistare i segmenti di mercato persi con la crisi.

7. agevolazioni per le assunzioni, al fine di rilanciare l’occupazione, esonerando le aziende dal pagamento dei contributi per un periodo massimo di 36 mesi, e renderle – soprattutto – stabili nel tempo.


Fonte: di "Travelsicilia"
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