20 Ottobre 2020
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Sicilia, quando la burocrazia prova a uccidere anche i panettoni

06-06-2016 22:41 - Storie da Raccontare
L´ Italia e nana, ma più che I´talia v ´è la Sicilia che a quanto pare non decide e mortifica la crescita delle sue aziende. La storia che abbiamo raccolto è al limite dell´assurdo.

Siamo a Castelbuono, uno dei borghi più belli d´Italia, nel cuore delle Madonie, non distante da Cefalù. Qui c´è un fiorire di attività, ma una m particolare è salita agli onori del mondo: l´azienda Fiasconaro. Li abbiamo conosciuti a Milano, 11 anni fa, quando Nicola coi suoi fratelli Fausto e Martino portarono un panettone di 50 chili, alla manna, produzione tìpica del paese. Qualche tempo dopo, aTuttofood, i clic li immortalarono con un panettone al radicchio.

Nell´estate di quattro anni fa, ai primi di agosto, li andammo a trovare nel nuovo stabilimento, a 4 giorni dall´apertura, che dava lavoro a80 persone, quasi tutte di Castelbuono e dintorni. I Fiasconaro sfornano un milione di panettoni l´anno, che vanno in tutto il mondo, e la creatività dell´azienda ha permesso anche sinergie con altri produttori di dolci offrendo ulteriore sviluppo. Insomma un´azienda sana, capace di comunicare e in forte espansione. Ma per Comune e Regione deve restare nana, visto che la richiesta di espandersi, a fronte di una crescita annua del 10%, non tro va risposta.

Il Comune avrebbe a disposizione un´area artigianale (sulla quale la Regione ha investito negli anni milioni di euro), ma non fa bandi per le assegnazioni dei lotti e accusa la Regione che a sua volta dovrebbe dare un lasciapassare. Intanto Fiasconaro dovrebbe rinunciare a produrre 150 mila panettoni e sta seriamente pensando di andare addirittura all´estero, visto che la burocrazia italiana non solo è avvilente, ma cristallizza tutto senza logica. Una logica perversa in questa storia sembra intravedersi ed è una fila di burocrati che, percependo uno stipendio, giustificano il lo lavoro rimpallando decisioni e trovando ogni volta un cavillo.

Intanto, mentre il tempo di costoro è ben occupato, quello di un´azienda che perde occasio ni di sviluppo e di occupazione dentro a un´ impresa (che none l´esercito degli impiegati di un ente pubblico), sta per scadere. L´ultima lettera dei Fiasconaro al Comune è stata inviata il 15 aprile, ma di risposte non ne sono arrivate. Intanto il tempo passa, con tante alzate di spalle da parte di chi siede dietro a una scrivania o nello scranno di qualche ente istituzionale.

Poi domani leggeremo di nuove acquisizioni di aziende italiane all´estero, di fuga di cervelli e quant´altro. Ma nel frattempo non si fa nulla. L´importante è che i burocrati stiano bene, possano pranzare tranquillamente la domenica con la famiglia e a Natale magari taglieranno il panettone... di Fiasconaro. Siamo il Paese delle beffe. Davvero non si può fare e dire nulla?


Di Paolo Massobrio - Avvenire
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