29 Ottobre 2020
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S. Alessio Siculo - "Nel degrado assoluto il corridoio ecologico dell'Agrò", appello del consigliere alessese Nino Lo Monaco.

04-05-2020 13:50 - VALLE DELL´AGRO´
S. Alessio Siculo - L’attenzione da parte dei “politici”, scusate degli amministratori comunali della riviera jonica è rivolta all’emergenza coronavirus, unico interesse esclusivo per dimostrare di essere vicini ai propri cittadini. Questo potrebbe essere una scusante, dover trascurare le altre problematiche che rivestono la quotidianità di una comunità. Il problema del “corridoio ecologico” della Valle dell’Agrò, è ormai cronico, puntualmente arriva l’ennesimo “grido di allarme” per l’abbandono in cui versa quello che per molti agli inizi del 2000 doveva rappresentare il fiore all’occhiello, un punto di aggregazione, ma soprattutto attrazione turistica per il suo percorso naturalistico.

Negli anni sono rimaste solo parole, ultimata l’opera, a provvedere nella manutenzione i quattro Comuni in cui è ubicata l’area, ovvero S. Teresa di Riva, Savoca, Casalvecchio Siculo e S. Alessio Siculo come prevedeva il progetto in cui è stata finanziata l’opera con i fondi PIT 13, ciascun Ente doveva provvedere alla cura di quest’area polmonare della Valle dell’Agrò.

Qualche Comune provvede nel proprio intervento, per il resto vi è una trascuratezza ormai cronica che viene “mossa” solamente dopo varie sollecitazioni da parte di qualche amministratore locale come in questo caso del consigliere di maggioranza di S. Alessio Siculo (non è la prima volta che lo fa) Nino Lo Monaco che ancora una volta mette in risalto le condizioni pessime in cui versa “il corridoio ecologico” sul versante alessese.

Un quadro davvero di totale degrado quello che fa Nino Lo Monaco: “l'area è abbandonata a se stessa, infestata di erbe e sterpaglie. I gazebo quelli rimasti mancano di panche e tavoli vandalizzati. Il ponte di legno – sottolinea Nino Lo Monaco – è pericolosissimo va chiuso prima che succeda qualcosa di irreparabile”.

Nell’incuria generale non mancano i laghetti: “quelli che dovevano essere i laghetti ridotti ad una vasca, un fosso senz'acqua o sempre nella migliore delle ipotesi con melma maleodorante, ricettacolo di rifiuti” afferma un sconsolato Nino Lo Monaco.

Dai laghetti alla Cavea?Manca di agibilità per non parlare degli steccati, insomma tutto abbandonato”.

Il consigliere Nino Lo Monaco, lo sa bene chi deve intervenire, fa finta di non saperlo si pone la domanda: di chi è la competenza? E’ area demaniale? Deve provvedere il Comune di S. Alessio Siculo? Gli altri Comuni dove l’area ricade? Oppure ci penserà l’Unione delle Valli Joniche dei Peloritani?

Una cosa è certa “è arrivato il momento di intervenire in qualche modo - dichiara Nino Lo Monaco - se l'area è demaniale che la si riscatti, in modo che ogni comune possa gestirla per conto proprio, venga fatta la manutenzione ordinaria e straordinaria. Che possa esserci la possibilità di metterla in sicurezza e renderla agibile.

L’intera area – propone Nino Lo Monaco - venga illuminata e videosorvegliata, che ci possa essere la possibilità di darla in gestione ai privati visto che i Comuni non hanno risorse, su questo ci sarebbero tante cose da dire, insomma si provveda in qualche modo a far tornare o meglio ad iniziare a far vivere l'area a verde attrezzata ricadente nel torrente Agro'”.


Sarà accolto il grido di allarme del consigliere di S. Alessio Siculo Nino Lo Monaco, anche se il passato non fa ben sperare: “i buoni propositi di chi si è succeduto nelle pubbliche amministrazioni negli anni non sono mai mancati – ha tenuto a precisare in consigliere indipendente di maggioranza - una scerbatura all'anno effettuata da qualche volontario, una pulizia fatta dall'Unione dei Comuni. Un faro adesso non funzionante commissionato nel 2010 dalla giunta dell'Unione allora presieduta da Giovanni Foti. Per il resto? NU
LLA!



Fonte: Di "M. Muscolino"
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