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La cenere dell`Etna blocca la raccolta delle arance

10-12-2015 18:25 - Attualità
Dieci giorni dopo l'eruzione catalogata dai vulcanologi come una delle più imponenti degli ultimi vent'anni, l'Etna torna a preoccupare. L'apprensione adesso riguarda la cenere vulcanica che ha già compromesso parte dell'attività dell'aeroporto Fontanarossa costretto a chiusure repentine con migliaia di passeggeri dirottati a Palermo.

Ma non solo: in allarme sono gli agricoltori che giorno dopo giorno vedono andare in crisi i loro raccolti, soprattutto negli agrumeti, e i sindaci che m prossimità delle feste natalizie devono sborsare quote extra budget per pulire le loro città inondate da una coltre nera, oramai catalogata come "rifiuto speciale" difficile, costoso e complicato da smaltire. La questione non è di poco conto tanto che il dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri ha convocato per oggi una riunione straordinaria con un solo punto all'ordine del giorno: la "valutazione degli scenari dell'Etna a breve e medio termine".

A Catania alle 10,30 in Prefettura ci saranno i rappresentanti delle regioni Sicilia e Calabria, la protezione civile regionale, i prefetti di Catania, Messina e Reggio Calabria, l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e gli esperti dell'Istituto di geofisica sperimentale dell'Università di Firenze. «Ognuno deve fare la sua parte — afferma il capo della protezione civile siciliana Calogero Foli — La cenere? E' una conseguenza. È un problema per i disagi che sta creando, analizzeremo anche questo».

Più passano le ore più la polvere nera sbuffata dall'Etna ad alta quota in ricaduta si accumula nei paesi della cintura del vulcano. Al momento la zona più colpita è la costa calabrese, ma la riviera jónica e i centri a sud risentono non poco del pulviscolo nero. Preoccupati sono gli agrumicultori che da un paio di giorni hanno sospeso la raccolta per evitare che arance, limoni e mandarini possano danneggiarsi. Per ora non c'è una stima dei danni ma la situazione inizia a diventare pesante. Ð presidente catanese della Coldiretti Giovanni Pappalardo lancia l'allarme: «Cenere ne è caduta tanta, ma molto sottile, quasi impercettibile al tatto. Le piante degli agrumi cosi come molti ortaggi sono purtroppo piene di cenere. Lo sfregamento dei frutti tra loro nelle cassette potrebbe provocare dei danni, ecco perché è sta ta sospesa la raccolta».

Pappalardo aggiunge: «In questo momento i magazzini che si occupano di commercializzazioni sono vuoti creando di fatto un vuoto nel mercato nazionale e internazionale che penalizza non poco questa parte dell'Isola». La cenere, pericolo per automobilisti e motociclisti, inizia a diventare un incubo per i sindaci costretti a doverla rimuovere. Giarre è stato uno dei comuni più colpiti.

Il primo cittadino Roberto Bonaccorsi afferma: «Io la mattina appena mi alzo guardo l'Etna e spero nel vento... Spesso invito i miei concittadini a soffiare, per spostare il problema da un'altra parte. Scherzi a parte, bisognerebbe immaginare una struttura stabile per questa calamità naturale. Giarre è proprio sotto il vulcano, quindi basta uno sbuffo e la cenere cade sulla nostra testa. E poi non parliamo di quanto ci costa per raccoglier- la e smaltirla. Ancora paghiamo debiti per i 300 mila euro per l'eruzione del 2013». Taormina due giorni fa è stata invasa da una pioggia nera: «Non siamo ai livelli di due anni fa — afferma il primo cittadino Eligio Giardina — quando siamo stati costretti a ricorrere alla somma urgenza sborsando 200 mila euro per la raccolta 'nera', ma la questione cenere ci fa stare in ansia.

Taormina oggi sembra una cittadina sporca proprio adesso che puntiamo sul turismo natalizio. E poi non dimentichiamo i salti mortali che abbiamo dovuto fare per smaltire la cenere affidando il servizio a ditte specializzate, essendo un rifiuto speciale che non può essere conferito in discarica». Ad Acireale il primo cittadino Roberto Barbagallo è stato costretto a ricorrere a un turno straordinario dei netturbini per far ripulire piazza Duomo dove da lì a poco doveva essere montata la pista di pattinaggio sul ghiaccio in vista delle feste di fine anno. La neve nera non sarebbe stata per nulla natalizia.


Di Natale Bruno - La Repubblica.

TAORMINA

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