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Cinquemila forestali in pensione nel giro di cinque anni

06-06-2016 22:51 - News Sicilia
Più di un forestale su cinque sarebbe già potuto andare m pensione se non ci fosse stata la riforma Fornero. E ci andrà comunque nell´arco dei prossimi cinque anni, con un risparmio per le casse pubbliche che si può calcolare in circa cinquanta milioni.

Perché fra i 24.160 forestali in servizio nell´Isola, secondo le stime della Flai-Cgil, ce ne sono oltre cinquemila con più di 62 anni: per loro, però, l´uscita dal bacino potrebbe addirittura essere immediata se passasse il punto della riforma delle pensioni che inserisce i lavoratori agricoli nelle categorie che hanno diritto alla "flessibilità in uscita". Per quelli che restano, la Fiai lancia oggi dalla Tenda rossa allestita stamattina davanti al teatro Massimo di Palermo la proposta elaborata con Fai-Cisl e Uila-Uil per valorizzare il settore: una proposta che passa da iniziative già finite sul tavolo, come l´ampliamento dei boschi siciliani e l´uso dei forestali nelle riserve, ma anche idee più innovative come la realizzazione di sottoprodotti del legno.

«Ad esempio — spiega il segretario della Fiai, Tonino Russo — le nostre aziende vinicole comprano i tappi in Austria, mentre potrebbero essere sfruttate le sugherete di Calatafimi e delle Madonie. Lo stesso vale per le caldaie: usando la biomassa negli ospedali, nelle scuole e negli uffici pubblici si può risparmiare sull´energia e inquinare di meno». Al momento per i forestali si spendono 250 milioni all´anno.

Solo 1.421 sono stati assunti a tempo indeterminato: ce ne sono poi altri 5.161 che lavorano 151 giorni all´anno, 9.788 attivi 101 giorni e 7.946 all´opera 78 volte all´anno. Almeno sulla carta: «A seguito delle sempre più scarse risorse finanziarie disponibili — afferma Russo, che oggi presiederà l´iniziativa del Massimo, alla quale parteciperanno fra gli altri il sindaco Leoluca Orlando, il segretario provinciale della Cgil Enzo Campo e quello nazionale del momento i boschi propriamente detti coprono 256 mila ettari, I´ll per cento del territorio siciliano, mentre l´obiettivo dichiarato da Fai, Fiai e Uila è arrivare al doppio.

Anche per evitare che i sol- II segretario Tonino Russo "Potrebbero produrre tappi sfruttando le sugherete di Calatafimi e delle Madonie" di spesi per i forestali diventino fini a se stessi: «II lavoro dei forestali avviati a dicembre senza una programmazione — taglia corto Russo — è assistenzialismo. Dalla nostra proposta può scaturire un Piano quinquennale dell´ambiente».

Cinque anni, del resto, sono proprio il tempo massimo che serve per avviare alla pensione il 20 per cento del comparto. Un bacino che dal 1996 non viene alimentato: all´epoca i lavoratori furono inseriti nei contingenti garantiti a condizione che avessero un´anzianità minima di tré anni, e quindi adesso ciascuno di loro ha almeno 23 anni di contributi. Ð risultato si è visto nell´ultimo decennio: dal 31 dicembre 2005 al 31 dicembre 2015 sono usciti dalla categoria 10.992 forestali.

D risparmio si coglie a vista d´occhio: solo negli ultimi cinque anni il taglio è stato di 130 milioni, e quest´anno la trattativa con Roma ne tiene congelati 71, ai quali si sommano altri 69 di provenienza regionale e 110 da fondi nazionali ed europei. Soldi — è la tesi dei sindacati — che potrebbero essere utilizzati per far girare l´economia.


Claudio Reale – Repubblica.it

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