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Sicilia a dieta: Con la cultura si mangia ma la Sicilia resta a dieta

27-02-2016 21:56 - News Sicilia
PALERMO - Poche settimane fa, il ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo ha presentato a Roma, al comitato permanente del Turismo, tutti i numeri relativi ai musei nazionali nell´anno 2015.

Com´è stato più volte ribadito, si è trattato un´annata davvero piena di record: gli introiti, infatti, si aggirano intorno ai 155 milioni di euro. contro i 135 milioni del 2014 e i 126 milioni del 2013, mentre il numero dei visitatori, aumentato del 6% rispetto all´anno precedente, è di quasi 43 milioni, a fronte dei 40 milioni del 2014 e dei 38 milioni del 2013. Le tavole pubblicate dall´ufficio statistica dell´Mibact, che contengono i dati relativi agli anni 1996-2014, mostrano, inoltre, un incremento costante, negli ultimi 18 anni, degli incassi, nonostante la poca costanza del numero di visitatori, dei musei, dei monumenti e delle aree archeologiche statali, per cui i numeri del 2015 non rappresentano altro che la ciliegina sulla torta.

La Sicilia, da parte sua, non ride. I dati sulla fruizione dei beni culturali dell´Isola relativi agli anni 2000-2014, resi pubblici dall´assessorato dei Beni culturali e dell´Identità siciliana, presentano, infatti, un andamento altalenante che non somiglia per niente alla cavalcata trionfale dei numeri nazionali: ci troviamo di fronte a tré importanti e piuttosto serie flessione in riferimento agli introiti e al numero di visitatori, una a cavallo tra il 2002 e il 2003 (si è passati da 4.635.088 a 4.427.946 presenze, e da 11.036.041 a 10.201.417 euro di incassi), l´altra, invece, ha visto scendere il numero di visitatori dal 4.578.577 del 2006 al 4.481.539 del 2007, seguiti dai 3.815.238 del 2008 e i 3.563.132 del 2009. Stesso andamento anche per gli incassi: l´aumento registrato nel 2006, 15.540.185 milioni di euro, è stato vanificato dai 14.276.563 del 2007. dai 12.950.014 del 2008 e dai 11.377.951 del 2009.

La situazione risulta analoga anche nei rapporti riguardanti il 2011 e il 2012. In più, l´assessorato ha da poco pubblicato i dati relativi al primo semestre del 2015, secondo i quali si registra già una leggera flessione (Ï,83%) nel numero delle presenze rispetto al primo semestre del 2014, mentre gli introiti sono aumentai di 2.000.000 di euro rispetto a quelli dell´anno precedente. La Sicilia, inoltre, si trova distante anni luce dalle regioni che occupano le prime posizioni della classica per quantità di visitatori e quota di incassi.

A fronte di un bagaglio culturale di 130 beni tra musei, siti archeologici, monumenti e gallerie (assessorato dei Beni culturali e dell´Identità siciliana), l´isola è riuscita a raggiungere rispettivamente 19 milioni di euro nel 2014 e 9 milioni di euro nel primo semestre del 2015, contro i quasi 63 milioni del Lazio, i 35 milioni della Campania e i quasi 30 della Toscana (Mibac t), regioni altrettanto ricche di beni culturali.

Stessa situazione anche nel numero di presenze registrate: la Sicilia ha raccolto quasi 4.000.000 visitatori nel 2014 e quasi 2.000.000 nel primo semestre del 2015, con una piccola flessione rispetto al semestre dell´anno precedente, mentre Lazio, Campania e Toscana hanno accolto rispettivamente 19.750.000, 7.000.000 e 6.700.000 visitatori. Cifre che non fanno altro che sostentare e nutrire economicamente le numerose attività collaterali al mondo culturale che, spesso, crescono e sopravvivono proprio grazie al tesoro nazionale e regionale. Un recente report di Confturismo (Elaborazioni CISET su dati Banca d´Italia) attesta che il turismo culturale e nelle città d´arte rappresenta ancora la principale tipologia di vacanza praticata in Italia (60%).

Questo vuoi dire che le attività produttive, i servizi e le professioni connesse (ristorazione, trasporti, guide turistiche, esercizi ricettivi) entrano a fare parte di questa grande macchina economica in costante miglioramento, almeno in Italia. Non a caso Lazio e Toscana, rispettivamente prima e terza nel rapporto pubblicato dal ministero dei Beni culturali, per introiti e quantità di visitatori, si posizionano sempre al primo e al terzo posto per numero di guide turistiche (3.439 per il Lazio e 2.347 per la Toscana), secondo l´indagine commissionata da Confguide all´Istituto Nazionale Ricerche Turistiche (Isnart), presentato al Bit 2016 di Milano.

In Sicilia, posizionatasi al sesto, i professionisti del settore (1.061) sono costretti a dividersi i pochi visitatori presenti nell´isola nel corso dell´anno. Lombardia e Piemonte, con 1.388 e 1.266, hanno a che fare con presenze pari al doppio, per quanto riguarda la prima, e 2.000.000 unità in più per la seconda, delle cifre siciliane.

Fonte "Quotidiano di Sicilia " Testí di Valeria Arena A cura di Dario Raffaele

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