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L´Ars torna al voto per modificare la riforma = Ex Province, legge da cambiare: si torna in aula.

27-09-2015 14:08 - News Sicilia
Ars torna al voto per modificare la riforma. Le modifiche principali che dovrà decidere l´Ars riguardano compensi e meccanismi di voto. Braccio di ferro sui sindaci delle Città metropolitane Ex Province, legge da cambiare: si torna in aula e Crocetta a Roma con Cracolici. Il presidente: evitare lo scontro istituzionale. Elezioni, Udc e Ned pressano per il rinvio. Nella maggioranza si apre una partita delicatissima che dovrebbe portare a un rinvio delle elezioni già fissate per il 29 novembre. Il presidente vorrebbe confermare la data, resistenze di Udc e Ned.

La riforma delle Province verrà modificata. L´Ars tornerà a votare fra metà ottobre e novembre per correggere gli errori che hanno portato il governo nazionale a impugnare la legge con cui la Regione ha istituito le tré città metropolitane di Palermo, Catania e Messina e i sei liberi consorzi. Non ci sarà quindi uno scontro con Roma davanti alla Consulta e si apre invece una partita delicatissima nella maggioranza che dovrebbe portare a un rinvio delle elezioni già fissate per il 29 novembre. Crocetta e Antonello Cracolici del Pd sono volati a Roma, dove hanno incontrato a Palazzo Chigi il sottosegreta rio Gianclaudio Bressa. Il presidente ha inizialmente prospettato la possibilità di uno scontro alla Consulta per resistere all´impugnativa ma a fine giornata ha scelto la strada del dialogo: «Vorremmo evitare lo scontro istituzionale».

Le modifiche accettate: Dunque, ecco cosa succederà. Roma impugnerà entro il 4 ottobre 14 dei 52 articoli della riforma. In particolare quelli che regolano l´elezione dei vertici dei nuovi organi e la previsione di assegnare a sindaci metropolitani e presidenti un maxi compenso mentre a livello nazionale questi incarichi sono gratuiti. Di fronte a questa impugnativa, il governo regionale accetterà di modificare la legge in alcuni punti facendo così cadere il motivo dell´impugnativa e salvando il resto della norma. Cracolici ha anticipato che il maxi compenso a sindaci metropolitani e presidenti di consorzi verrà cancellato. Crocetta ha ammesso che verrà modificato il sistema di voto per l´elezione dei vertici in- troducendo come chiede Roma il voto ponderato. La legge regionale prevede che sindaco e presidente di consorzio vengano eletti dai consiglieri dei Comuni del territorio. Ogni voto di questi elettori ha un valore uguale. Roma vuole che i voti dei consiglieri di grandi centri valgano più di quelli di elettori dei piccoli paesi. Facile? Niente affatto. Perché in base al peso che verrà individuato potranno cambiare gli equilibri elettorali. Sarà battaglia all´Ars.

Le elezioni: Ma Roma chiede anche che la guida delle tré città metropolitane venga assegnata automaticamente al sindaco del Capoluogo. La legge siciliana prevede invece elezioni (sempre attraverso il voto dei consiglieri) già fissate per il 29 novembre. Crocetta ieri su questo punto ha provato a resistere: «Le parti dell´impugnativa che percepiamo come violazioni dell´Autonomia non possiamo accettarle. Come potrebbe definirsi democratico un sindaco metropolitano non eletto?». Il presidente vorrebbe confermare le elezioni già convocate: «La legge attuale dice che devo fissare il voto entro quella data, non ho alternativa». È una scelta dietro la quale c´è già la campagna elettorale perle città metropolitane. Se si votasse il 29, Leoluca Orlando sarebbe tagliato fuori per un complicato intreccio delle norme sulla incompatibilità mentre se l´Ars recepisse la legge nazionale il sindaco di Palermo sarebbe automaticamente già alla guida della città metropolitana. Ed è quello che Crocetta e il Pd vogliono evitare. Ma Udc ed Ned sono ormai dell´opi nione di assegnare le tré città metropolitane ai sindaci del capoluogo. Lo ha ribadito ieri il presidente dell´Ars, GiovanniArdizzone, e lo ha evidenziato il coordinatore degli alfaniani Francesco Cascio: «Avevamo anticipato le contestazioni mosse da Roma. Ora torniamo all´Ars a correggere la riforma o andremo a sbattere, pregiudicando le elezioni del29 novembre». Se si facessero le modifiche annunciate, si potrebbe quindi annullare le elezioni per le città metropolitane e rinviare in primavera quelle per i consorzi agganciandole alle Amministrative.

La trattativa in Sicilia: È, questo, il cosiddetto lodo-Pistorio. Che oggi verrà discusso in una riunione riservata a cui parteciperanno oltre all´assessore agli Enti locali il presidente dell´Ars Giovanni Ardizzone, il leader Udc Gianpiero D´Alia e il segretario del Pd Fausto Raciti. Se passerà questa linea, mercoledì a Roma il percorso verrà trasformato in un accordo con lo Stato. Ma oggi ci sarà anche Cracolici che, come Crocetta, propone invece di non cancellare le elezioni per le città metropolitane e al massimo rinviarle dando il tempo all´Ars di varare le altre modifiche concordate. In questo clima le opposizioni insorgono: per Simone di Trapani di Sei «questa riforma è una barzelletta che va avanti da due anni e mezzo. E i cittadini l´hanno pagata in termini di disservizi». Il presidente della commissione Affari istituzionali, Antonello Cracolici -tit_org- Sicilia - Province, l´Ars torna al voto per modificare la riforma - Ex Province, legge da cambiare: si torna in aula.

Fonte: Giornale di Sicilia - Giacinto Pipitone

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