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Sicilia - Guide alpine da 22 Paesi affascinate dall´Etna.

24-05-2016 18:34 - News Sicilia
Un cappello di nuvole nere d nega il meraviglioso spettacolo del cratere centrale, ma nonostante il maltempo, la pioggia, il vento e anche qualche spruzzata di neve, sull´Etna splende comunque il sole.

1 suoi raggi caldi e sicuri sono il rosso, il giallo e il blu, ovvero quelli delle giacche a vento di un centinaio di esperti, provenienti da 22 Paesi, che si sono riuniti per il meeting mondiale delle guide alpine.

Focus tematico dell´evento è stato l´accompagnamento sul Vulcano siciliano Patrimonio dell´umanità. I delegati sono stati seguiti dalle guide vulcanologiche siciliane, assieme alle guide del Parco dell´Etna sul vulcano, permettendo una conoscenza diretta.

«È stata una bella occasione per far capire il clima di allegria e di unione che esiste tra noi guide, ma anche le difficoltà che si incontrano nell´operare su un vulcano come l´Etna», spiega Alfio Ponte, presidente regionale delle Guide alpine e vulcanologiche. Per un territorio a vocazione turistica, rimangono le speranze di molti giovani che vogliono accostarsi alla professione di guida alpina o di altre figure professionali che possano meglio rispondere alle esigenze dei vari territori.

L´assessorato regionale al Turismo, infatti, dovrà istituire in Sicilia le guide di media montagna come previste dalla legge nazionale che le disciplina, attualmente denominate guide ambientali escursionistiche-naturalistiche, figure mai delineate con chiarezza, cosa che si spera awenga in breve tempo disponendo di un decreto regolamento che disciplina la figura professionale. E a questo proposito Alfio Ponte aggiunge: «Bisogna seguire un percorso formativo che permetta di acquisire la giusta formazione, come quello che partirà a settembre per guide alpine e vulcanologiche».

Preclusa la visita al cratere centrale a causa delle pessime condizioni meteo, la comitiva ha comunque raggiunto quota 2600 (zona Montagnola) per poi riscendere attraverso il ripido Canalone degli Svizzeri sprofondando tra neve e cenere vulcanica.

Paolo Henry, piemontese, guida alpina emerita, all´età di 78 anni non ha voluto perdere un appuntamento così ghiotto: «Sono qui per riscoprire l´ospitalità e la cucina siciliana, tornare su questa Montagna con la particolarita di essere un vulcano attivo è sempre emozionante».

Niente di più vero. Per questo il presidente delle Guide alpine italiane, Cesare Cesa Bianchi, si affretta a spiegare il perché della scelta dell´Etna per questo raduno: «L´Uiagm (Unione internazionale delle associazioni guide di montagna) raccoglie venticinque Paesi in tutto il mondo.

L´Italia fa parte di questa unione con le sue guide alpine e vulcanologiche. Abbiamo scelto l´Etna perché a livello mondiale come vulcano attivo è il più rappresentativo. È una montagna dove si è sviluppata una tradizione di guide con "knowhow", fatto di esperienza e di conoscenze teori- che che permettono di valutare come muoversi soprattutto durante un´eruzione. Questo è un patrimonio che deve essere messo a disposizione di tutte le guide del mondo.

Questa è una bella professione difficile da imparare perché non si può improvvisare: l´accompagnamento in escursioni o in ascensioni sul vulcano attivo è riservato dalla legge alle guide alpine e vulcanologiche, perché chi lo fa deve avere la responsabilità di chi si accompagna».

A questo proposito, è opportuno ricordare che la differenza principale con montagne come le Alpi è che su un vulcano come l´Etna cambiano rapidamente le condizioni climatiche: quindi bisogna andare sempre bene equipaggiati. Christian Trommsdorff membro del direttivo dell´Uiagm, spiega: «Importante è ritrovarsi periódicamente, per armonizzare la nostra professione dal punto di vista della sicurezza e della tecnica. E diventa piacevole farlo su un meraviglioso vulcano come l´Etna».

Tra le iniziative seguite con molto interesse, anche il workshop "Linee guida per l´accompagnamento professionale sui vulcani attivi, modelli e metodi per la riduzione dei rischi" tenuto dal professore Carmelo Ferlito, vulcanologo e docente dell´università di Catania. «L´Etna tra tutti i vulcani del mondo - ha spiegato - è stato quello da sempre più studiato e più visitato: questo ha permesso di sviluppare un gruppo di scienziati competenti che studiano il vulcano con le varie attività per compararle con gli altri in altre parti del mondo.

Si è anche sviluppata una grande competenza da parte delle guide che in altre zone non ci sono. In questi giorni ai vari delegati delle guide mondiali si è mostrato come il vulcano, anziché essere percepito come pericolo o problema, possa essere opportunità di lavoro, di arricchimento e di crescita culturale per tutti». Al ristorante "La Cantoniera" si conclude la giornata davanti ad un buon piatto di pasta, con una piccola nota critica, come ci spiega Alfio Carone. «Purtroppo sull´Etna si vive un turismo mordi e fuggi.

A farne le spese sono i commercianti delle zone sommitali che non vedono una vera e giusta programmazione per la stagione invernale trascorsa e la stagione estiva quasi alle porte. Proporrei uno sgravio fiscale nel periodo di meno lavoro». E poi, aggiungiamo, sarebbe opportuno migliorare l´arredo urbano con fioriere e panchine. Senza dimenticare l´atavico problema dell´im- mondizia. Ma questa è un´altra storia di... inciviltà.

Intanto, per gli appassionati di montagna il prossimo appuntamento è per oggi e domani: a San Vito Lo Capo, aperto al pubblico, si svolgerà il "Meeting internazionale di arrampicata Guide Alpine".
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di ANTONIO PARRINELLO
TAORMINA
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