18 Ottobre 2021
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Sicilia - Gelati siciliani pure in Brasile.

03-12-2015 21:52 - ECONOMIA E FINANZA
··· Sbarca anche in Brasile, a San Paolo, la «Mancuso gelati» di Agrigento, un´azienda che affonda le sue radici a Liverpool dove è nata, negli anni Cinquanta, grazie al suo fondatore Vincenzo Mancuso. Dopo le esportazioni in Danimarca, Svezia, Lussemburgo, Germania, Inghilterra, Malta, Belgio e Francia e dopo es- sersi ritagliata uno spazio in Russia e da pochissimo tempo negli Stati Uniti, la ditta siciliana approderà fra febbraio e marzo prossimi in Brasile.

«C´è molto interesse per i nostri prodotti, per il made in Italy - ha spiegato ieri Antonio, uno dei fratelli Man cuso -. Il progetto è partito due anni fa, pensavamo di essere pronti per le Olimpiadi. Ci sono stati però dei ritardi burocratici circa le autorizzazioni per le esportazioni. Fra febbraio e marzo saremo a San Paolo e esporteremo in tré catene di supermercatì. Siamo da poco negli Stati Uniti e abbiamo anche una piccola presenza in Russia. È difficile però fare impresa in Italia, mentre in tutti gli altri paesi le istituzioni supportano a 360 gradi l´imprenditore perché c´è interesse concreto a dare occupazione.

Ti supportano fin dalla ricerca di un capannone, ma ci sono anche agevolazioni fiscali, bancarie e la manodopera costa meno del 50 per cento rispetto all´Italia dove siamo rimasti in pochi sopravvissuti. Non so ancora per quanto però». La famiglia Mancuso è tornata alle proprie origini, avviando una produzione in Italia, nel 1980. La mis sion è offrire prodotti che contribuiscano ad una alimentazione equilibrata, riconosciuta eccellente per gusto e qualità, traendo ispirazione dalla tradizione e dal territorio siciliano. Ma la Mancuso - che con le sue diverse società assicura lavoro a 100 persone - si occupa anche con la «Sicily food» della commercializzazione del salmone affumicato. «Esportiamo in America, Francia, Belgio e Olanda - spiega Mancuso -.

Siamo meno presenti rispetto al gelato sul quale abbiamo investito, in materia di esportazioni, da quattro anni, mentre per il salmone da un anno. I nostri sono prodotti di alta qualità, quindi gli spazi, nonostante la crisi, riusciamo a crearceli». Una piccola parte dell´azienda è stata delocalizzata in Serbia. «Stiamo cercando di trovare delle alternative. Speriamo che il coraggio continui perché ci sono dei momenti in cui viene voglia di andare via - dice ancora Mancuso - specialmente dalla Sicilia. Si parla di sviluppo. Ma in questa regione si fanno solo chiacchiere.

Una politica reale per risolvere i problemi degli imprenditori non c´è e la concorrenza - basta fare un paragone delle spese vive: dalla corrente elettrica al costo del gasolio, a quello della manodopera - con paesi come la Serbia appare improponibile. In Serbia, ad esempio, l´energia elettrica costa 3 centesimi a kilowatt, m Italia 20. Il gasolio, poi, è a 83 centesimi al litro, praticamente la metà che da noi. Sommando tutte queste variabili, manodopera compresa, si capisce - conclude Mancuso - che stiamo facendo miracoli. Diamo lavoro a circa 100 persone. I nostri manager, tranne uno, sono tutti milanesi. Per il resto i nostri dipendenti sono tutti siciliani».

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