23 Ottobre 2020
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Si riscopre l´antica lenticchia dalle caratteristiche uniche con tanto ferro e poco potassio.

06-03-2015 15:57 - ECONOMIA E FINANZA
Villalba. Chi non ha gustato mai le lenticchie di Villalba così sapide al palato e compatte nel gusto s´è perso davvero qualcosa nella vita. Ne parla perfino la Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus dove nel suo sito si legge: «La prima testimonianza scritta di questa coltivazione nel territorio di Villalba viene riportata dallo scrittore Giovanni Mulè Bertolo nel libro "Memorie di Villalba" edito nel 1900, ma la coltivazione della lenticchia di Villalba era già storicamente presente nel territorio. Appartiene, come quella di Altamura, alla tipologia a seme grande (macrosperma), tipica delle aree temperate».

Il periodo di massima produzione a Villalba si è avuto tra gli anni Trenta e i Sessanta del secolo scorso, quando circa il 30% della produzione italiana arrivava dalla Sicilia e in particolare proprio da questo paese in provincia di Caltanissetta. La lenticchia di Villalba era particolarmente richiesta per le sue qualità organolettiche, ma anche per la preferenza che il mercato riservava in quel periodo alle tipologie a seme grande. Successivamente, il costo della manodopera e le rese limitate hanno costretto molti coltivatori ad abbandonare la coltivazione.

Inoltre, il mercato si è sempre più orientato verso una riduzione del consumo di legumi e, al tempo stesso, a un aumento del consumo di lenticchie a seme piccolo, favorite anche da un minore tempo di cottura. Altro fattore cruciale che ha causato la diminuzione delle coltivazioni è stato l´aumento dell´importazione di legumi esteri a prezzi notevolmente inferiori. La ripresa si è avuta solo dagli anni Novanta grazie all´interessamento del Cnr di Bari che ha fatto emergere le sue caratteristiche notevoli: dalle sue analisi è emerso che la lenticchia di Villalba si caratterizza per un elevato valore di ferro (talvolta oltre i 10 mg per 100 grammi di prodotto) e proteine, unito a un basso tenore in fosforo e potassio.

La coltivazione, a semina autunnale, avviene su terreno arato superficialmente e seminato a file distanti 80 centimetri circa. La raccolta si esegue manualmente a metà giugno, le piante sono raggruppate in piccoli fasci e lasciate essiccare all´aria aperta per 5-8 giorni fino alla separazione del seme, che è eseguita meccanicamente.
Da anni ad agosto, a Villalba viene anche proposta la Sagra della Lenticchia per la gioia dei buongustai.

R. M.
TAORMINA
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