28 Settembre 2020
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Divani&Viadotti

S. Teresa di Riva: Sotto Viadotto Portosalvo A18 una discarica a cielo aperto. A chi compete il risanamento del loco?

01-10-2018 13:19 - S. TERESA DI RIVA
A chi compete l´attenzione, la cura e la difesa del territorio? A chi spetta il controllo? Domande che trovano risposte al "gioco del rimpallo" di competenze tra enti.

Un Comune (con meriti nella raccolta differenziata dall´entrata in vigore del regime) poco sollecito, Comitati di Quartiere interessati ai festini, CAS indaffarato in altri compiti?

Tant´è che impera l´inciviltà di chi non rispetta l´ambiente buttando i propri rifiuti (dall´ arredamento ai mezzi meccanici o d´inerti edilizi, ce n´è per tutti i gusti), rimanendo impunito.

Chi deve intervenire a ripulire il suolo sottostante il viadotto di Portosalvo dell´A18 che versa in queste condizioni?

In attesa di un maggior controllo del territorio, la mano incivile e criminale dell´uomo (cittadino santateresino?) è sempre lunga nel gettare il proprio rifiuto, "in barba" all´impegno della raccolta differenziata e all´esistenza di un centro di raccolta, in zona Catalmo.

Eppure non potrebbe essere altrimenti, le immagini parlano chiaro: c´è chi deturpa nella consapevolezza di rimanere "un invisibile" e danneggia "in primis" chi in quell´area abita o lavora.

Se si pensa che nei pressi del sotto viadotto, a pochi passi della discarica, c´è chi coltiva il proprio orto per il piacere di coltivare il pomodoro o la pannocchia di mais a "mt zero" mentre i ratti infestano la zona, si rabbrividisce. E´ facile trovare le carcasse di questi animaletti, vittime delle auto che transitano lì abitualmente.

Con la denuncia fotografica si tenta di far prendere, presto, coscienza del pericolo sanitario e si risani la porzione di terreno offeso, per il rispetto della cittadinanza santateresina che lì vive e ci lavora.

E´ in questi giorni l´impiantistica delle "fototrappole" per chi getta rifiuti in città, ci chiediamo se anche il sottopasso autostradale sarà interessato da questa iniziativa.

Se così non sarà, nel senso che la situazione rimarrà inalterata e inascoltata, si cominci a pensare che non si vuole ragionare al "riuso dei viadotti".
Appare fantascientifico venire a sapere che in altre parti d´Italia si concepiscono "unità abitative" o di "turbine eoliche" per il recupero dello spazio non utilizzato dei viadotti della Salerno-Reggio Calabria (come riportano ad esempio i progetti di Oxo Architects e di Solar Wind), mentre qui si rimane fermi ad utilizzare quello spazio come micro discariche a cielo aperto.



Fonte: Rosa Anna Salsa
TAORMINA
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