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La Regione ha edifici vuoti ma paga maxi-affitti: in vista tagli e traslochi.

10-02-2016 19:22 - News Sicilia
È bastato adeguare i prezzi a quelli di mercato per ottenere un risparmio di otto milioni l´anno. Oggi per l´affino di 138 locali destinati a vari uffici, la Regione paga 15 milioni rispetto ai 23 milioni di qualche anno fa. A queste somme si aggiungono però altri 24 milioni circa legati ad alcune strutture che il governo nel 2007 ha venduto e poi clamorosamente ripreso in affitto e a 20 milioni che le ex Province pagano ogni anno a privati per affitti soprattutto di istituti scolastici.

In tutto fanno quasi sessanta milioni di euro spesi perlocazioni a fronte di centinaia di edifici non utilizzati o completamente abbandonati: sono quattromila i terreni e i fabbricati censiti e di proprietà della Regione.

«Stiamo portando avanti un piano - dice Mariella Lo Bello, vicepresidente della Regione - per accorpare e trasferire le sedi di dipartimenti e uffici in modo da incrementare i risparmi. E un piano su cui il governo lavora sin dal primo giorno e che si traduce anche in termini di efficienza. All´assessorato al Territorio, ad esempio, talvolta si verificavano infiltrazioni e problemi che rallentavano le attività lavorative». Oggi sono ben 138 gli edifici utilizzati dalla Regione per uffici di ogni tipo. Nel 2013 una norma ha previsto di ridurre tutti i contratti di affitto: l´operazione è stata portata avanti dall´ufficio guidato da Francesca Buttafoco che ha utilizzato come parametro di riferimento il prezzo stabilito dall´Osservatorio del mercato immobiliare dell´Agenzia delle entrate.

Il risparmio ottenuto è stato di 8 milioni. Ci sono però immobili che continuano a pesare notevolmente sulle casse della Regione. È il caso dei locali che a Palermo, invia Campania, ospitano l´assessorato all´Energia e servizi di pubblica utilità. Il costo dell´affitto è di un milione e 686 mila euro incassati dalla società Utilia Sri per una superficie di 11 mila e 873 metri quadrati. Ammonta a circa due milioni il costo degli affitti pagati alla Fingiat Spa per le strutture di viale Regione dove si trova il dipartimento della Funzione pubblica.

La stessa società incassa altri 355 mila euro l´anno per ospitare il Fondo pensione, l´ufficio del Garante dei diritti dei detenuti e altre aule. Sempre a Palermo supera il mezzo milione l´affitto dei locali di via Imperatore Federico dove si trovano diversi locali dell´Agenzia per l´impiego. A beneficiarne è la Immobiliare Steni Sri. Altri 859 mila euro l´anno vanno all´Agricola Villagrazia Spa che mette a disposi zione gli uffici di piazza Sturzo dove si trova il dipartimento della Programmazione. Pure l´ufficio provinciale del lavoro di via Briuccia è in affitto: la Regione paga 253 mila euro l´anno alla Fidam Spa.

La sede centrale dell´assessorato all´Agricoltura di viale Regione frutta alla Billeci Costruzioni Spa un incasso di quasi 600 mila euro l´anno. A Erice la Bulgarella Costruzioni Sri incassa 103 mila euro l´anno per la struttura che ospita il Genio civile, a Siracusa l´Ispettorato foreste si trova in locali situati in via Santa Panagia e di proprietà di Mangiaflco Giuseppe e Siringo Silvana: costano 180 mila euro l´anno. A Nicosia la sede della Condotta agraria ap- partiene a un privato, Gaetano Gentile, al costo di 15.200 euro l´anno. La sezione provinciale della Motorizzazione di Ragusa costa 81 mila euro l´anno pagati alla Immi Immobiliare Sri.

A fronte di questi numeri, c´è una società regionale, la Patrimonio immobiliare, che rivendica la possibilità di mettere ordine al sistema. Creata dieci anni fa e oggi guidata da Vincenzo Lo Rè, non è mai entrata pienamente in funzione perché, spiega Lo Rè, non ha mai ricevuto pieni poteri dalla Regione. Ora nel piano di riordino delle partecipate del governo è prevista la sua chiusura. Decisione contro la quale Lo Rè ha fatto ricorso: domani è atteso il pronunciamento del Òàã. La guerra degli immobili va avanti dal 2007, quando il governo avviò la vendita di una trentina di immobili con un´operazione su cui la Corte dei Conti accese i riflettori perché alla fine l´incasso sarebbe stato inferiore alle aspettative.

Una parte degli edifici era sede di uffici regionali e l´amministrazione iniziò a pagare oltre 20 milioni l´anno di afritti. Nel frattempo per valorizzare il patrimonio fu creata una società, la Spi, di cui facevano parte la Regione e il socio di minoranza, l´imprenditore piemontese Bigotti. Con quest´ultimo scoppiò un lungo contenzioso da circa venti milioni ancora in corso.


Fonte: Giornale di Sicilia - Riccardo Vescovo

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