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Protesta dei forestali del Sindacato Sifus. Intanto la Sicilia brucia per il ritardo degli interventi.

06-07-2015 10:11 - Attualità
Sono oltre settemila i forestali siciliani addetti al servizio antincendio. Ogni anno, a causa dei ritardi all´avvio dei lavoratori, i boschi dell´Isola registrano un pesante bilancio. Anche quest´anno si partirà il 7 luglio, cioè un mese dopo la data prevista dalla legge, e sui lavoratori si abbattono i paventati tagli della Regione che vorrebbe risparmiare sul personale antincendio.

Ieri i forestali del sindacato Sifus hanno manifestato davanti alla sede della presidenza della Regione Siciliana chiedendo un passo indietro al governo. In seguito a un incontro con alcuni dirigenti dell´assessorato regionale Territorio e Ambiente è emersa la palese volontà a rivedere la posizione rispetto ai tagli del 20%. Nello specifico si è preso atto che i risparmi non sarebbero i 20 milioni preventivati, ma intorno a 2 milioni.

Per reperire queste risorse, l´Assessorato si adopererà per presentare un emendamento alla Finanziaria bis. «Questa manifestazione - ha dichiarato Maurizio Grosso segretario generale del Sifus - si è rivelata importante poiché ha riaperto la partita dei tagli che tutti davano per chiusa. È chiaro che se sarà seguita questa procedura i fondi saranno disponibili dopo che sarà operativa la finanziaria bis, cioè dopo metà agosto.

Ciò significa che gli avviamenti del settore antincendio verranno effettuati adesso, con i tagli del 20%, poi con il rientro in organico di tutti i fuoriusciti».

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