29 Giugno 2022
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Per un caso di favismo in Via Placida vietata la coltivazione e la vendita di fave e piselli.

29-09-2015 14:09 - News MESSINA e PROVINCIA
Gli agenti della Polizia municipale e gli organi di vigilanza dell´Azienda Sanitaria Provinciale sono stati incaricati del controllo e dell´esecuzione dell´ordinanza del sindaco, Renato Accorinti, che vieta la coltivazione di fave e piselli per un raggio di 300 metri in linea d´aria e la vendita in forma sfusa per un raggio di 150 metri dalla residenza di un minore affetto da favismo, in via Placida n. 43.

E´ inoltre prevista l´estirpazione e la distruzione delle piantagioni di leguminose già sviluppate eventualmente presenti. La vendita di leguminose fresche, preconfezionate in sacchetti sigillati, nel raggio di 150 metri dall´abitazione, può essere effettuata solo a condizione che nell´esercizio commerciale, anche ambulante, sia esposto, bene in vista, un cartello che segnali al cittadino a rischio di crisi emolitica da favismo la presenza nel locale di leguminose fresche. Nei confronti dei contravventori è prevista la denuncia all´Autorità giudiziaria (art. 650 del Codice Penale).

Con la stessa ordinanza è stato confermato il divieto assoluto di coltivazione di leguminose nei pressi dell´Istituto Leone XIII, in via Elenuccia n. 15, mentre è stato revocato il divieto assoluto di coltivazione di fave e piselli in piazza Santa Maria la Nuova, is. 433. Si ricorda che in tutti gli esercizi cittadini, che commercializzano fave e piselli freschi, è obbligatorio apporre bene in vista ed all´ingresso idonei cartelli che riportino in modo visibile, chiaro e leggibile, la dicitura "Attenzione zona rischio di crisi emolitica da favismo, derivante dalla vendita di leguminose fresche (fave e piselli) sfuse", come previsto dal provvedimento sindacale n. 59 del 23 marzo 2012.

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