12 Luglio 2020

L´uomo che ha rinunciato al Papato

06-09-2014 18:07 - Il PUNTO DI....Domenico Bonvegna.
L´11 febbraio 2013, l´agenzia Ansa, alle ore 11.49 batte una notizia bomba che fa subito il giro del mondo: Benedetto XVI lascia il pontificato. Un annuncio senza precedenti, dalle ore 20 del 28 febbraio non sarà più il capo della Chiesa Cattolica. Dopo otto anni termina il suo pontificato, iniziato il 19 aprile 2005. Benedetto XVI dichiara di lasciare il suo ufficio "per il bene della Chiesa, per la propria incapacità di amministrare nel modo migliore il ministero a lui affidato".

Naturalmente subito si sono scatenate sui media, dibattiti, considerazioni, ipotesi sul perché del gesto così eclatante. Questioni per la verità che ancora oggi suscitano varie interpretazioni. Cosa ha portato Benedetto XVI a una scelta tanto grave, non solo per la cristianità ma per il mondo intero? A questa domanda cerca di rispondere un pamphlet interessante scritto da Simone Venturini, "Il Libro segreto di PapaRatzinger. L´uomo che ha rinunciato al papato", Newton Compton editori (Roma 2013).

Dai rimandi di copertina, "Il corvo, lo Ior, gli scandali sessuali. Chi c´è dietro le dimissioni più eclatanti della Storia?", mi sembrava un testo di quel genere scandalistico che se ne vedono tanti e che in pratica cercano di denigrare e buttare fango contro la Chiesa, contro i Papi. Invece il testo di Venturini, non per niente lavora in Vaticano, docente alla Pontificia Università della Santa Croce di Roma, è stato anche Direttore della Biblioteca della Pontificia Lateranense e docente di Teologia biblica, è un ottima sintesi del Papato e chiarisce molti punti controversi partendo dalla Bibbia ma anche dai riti, discorsi dei pontefici, luoghi di culto e racconti di apparizioni.

"Conosceremo mai le reali e profonde ragioni del ´gran rifiuto´?" Per Venturini l´atto così dirompente del pontefice ha un significato ben preciso: Papa Ratzinger ha voluto trasmettere ai fedeli, al clero, ma soprattutto alla Curia, un messaggio, una chiave di lettura del suo gesto. Il messaggio è che la Chiesa si deve rinnovare, non può andare avanti così.
"Viene da chiedersi dunque se l´elemento che ha scatenato la grave decisione non sia da rintracciare nei grandi cambiamenti di cui la Chiesa ha bisogno al suo interno e nella percezione che Benedetto ha di sé di fronte a questi drammatici problemi, da cui il teologo e umanista Ratzinger era assai distante: dai menzionati problemi legati alla trasparenza delle transazioni finanziarie dello IOR, a una non ottimale comunicazione tra i vari organismi della santa Sede; dal riordino della Curia all´accorpamento di numerosi uffici (...)". Secondo Venturini, "I Paesi europei evangelizzati secoli fa hanno bisogno di un nuovo annuncio del Vangelo in forme e modi assai diversi del passato".

Tra le questioni che richiedevano decisioni quotidiane da parte del papa e che lo provavano non solo nello spirito ma anche nel già debole corpo, c´era la pedofilia, la fuga di documenti, problemi con l´ala dissidente dei lefebvriani, questioni di aggiornamento e snellimento dell´amministrazione vaticana. Venturini esclude categoricamente che il Papa si sia dimesso perché afflitto da qualche malattia grave o perché costretto da qualcuno. In pratica per capire il messaggio che Benedetto XVI ha voluto dare con il suo gesto, è importante fare attenzione a qualsiasi particolare o dettagli cronologici dell´evento. Venturini li elenca: 11 febbraio, la celebrazione delle apparizioni della madonna a Lourdes e anniversario dei Patti Lateranensi.

"Benedetto XVI ha probabilmente scelto un giorno festivo per la santa Sede per non permettere a intrusi e curiosi di varcare Porta Sant´Anna, l´ingresso principale del Vaticano". Inoltre il Papa, ha scelto un giorno che precede di due l´inizio della Quaresima, il tempo penitenziale per eccellenza della Chiesa cattolica. "In questo tempo di Quaresima, nell´Anno della Fede,- ha detto Benedetto XVI - rinnoviamo il nostro impegno nel cammino di conversione, per superare la tendenza di chiuderci in noi stessi e per fare, invece, spazio a Dio, guardando con i suoi occhi la realtà quotidiana".

Venturini insiste, Papa Ratzinger, "annuncia le sue dimissioni due giorni prima che inizi la Quaresima, perché a mio avviso desidera proporre alla Chiesa cattolica e alla Curia romana un cammino di conversione (cfr. Marco 1,15), un cambiamento di mentalità. Si tratta di un cammino cui ogni cristiano è chiamato, ma come non riconoscervi un richiamo a tutti coloro che nella Chiesa occupano un ruolo di responsabilità più o meno grande?"

In pratica il pontefice tedesco chiede di rinunciare agli individualismi che minano l´unità dei cristiani e a riscoprire "l´essenzialità, di ciò che veramente conta nella vita. Solo da questo percorso, fatto di sofferenze e inevitabili rinunce, nasce la possibilità di un nuovo inizio sia per i singoli cristiani, che per la Chiesa". L´autore del libro, naturalmente non è a conoscenza del successore di Ratzinger, ma già è in grado di tratteggiare quali dovrebbero essere le sue preoccupazioni. Secondo Valentini Benedetto XVI ha voluto dare una forte scossa col gesto eclatante delle dimissioni, probabilmente era "l´unico modo per far capire, a chi verrà dopo di lui, quanto seria e preoccupante sia l´attuale crisi ecclesiale e mondiale. Qualsiasi altro gesto non sarebbe stato sufficiente a scuotere le coscienze e a smuovere le migliori forze riformatrici della Chiesa".

A questo proposito Valentini scrive: "Il gesto di Benedetto XVI nel dare l´annuncio delle sue dimissioni non solo rivela la sua profonda spiritualità, ma anche la convinzione che, così facendo, la sua opera di profondo rinnovamento della Chiesa non potrà essere facilmente trascurata dal suo successore". Pertanto secondo Valentini, "La Chiesa cattolica, dalla periferia al suo centro, deve sperimentare una Quaresima di conversione, superando le tentazioni del potere, del successo, del prestigio e del consenso, per giungere così trasformata alla Pasqua(...)". E mi sembra che Papa Francesco si sia messo sulla strada che ha indicato papa Ratzinger.

Il giorno dopo papa Ratzinger, rivolgendosi ai parroci di Roma, parla del Concilio Vaticano II e coglie l´occasione per dire cose molto importanti. La Chiesa è "un organismo, una realtà vitale, che entra nella mia anima, così che io stesso sono elemento costruttivo della Chiesa come tale", per Venturini, Benedetto XVI, intendeva dire che "la struttura burocratica della Chiesa non può soffocare la sua vera realtà, che è invisibile e viene percepita dall´anima".

Comunque sia, si chiede Venturini, può bastare tutto questo per giustificare un gesto unico nella Storia della Chiesa? Basta dire che Benedetto XVI si sia scontrato con una Curia ribelle ai suoi disegni di riforma delle strutture vaticane?". Per Venturini non basta. Tuttavia Benedetto XVI stesso sottolinea che ha scelto non costretto dalle contingenze, ma pienamente libero e consapevole. Dunque, "l´enigma delle sue dimissioni, perciò, persiste". Pertanto per Venturini, il gesto storico del papa, può rientrare in un gesto apocalittico e profetico, perché Dio attraverso la storia vuole rivelarci qualcosa, infine nel gesto si nasconde un inizio di nuovo sviluppo per la storia della Chiesa.

Il testo ricostruisce la figura del giovane teologo Ratzinger e gli anni del suo pontificato, cerca nell´operato e nelle parole del papa la chiave per leggere il suo gesto e il messaggio che, con un atto dirompente, ha voluto trasmettere ai fedeli e al clero. Il testo fa riferimento al "gran rifiuto" di Celestino V, e al gesto che lo stesso papa Ratzinger presso la basilica di Collemaggio a L´Aquila aveva fatto: deporre nell´urna il pallio, elemento importante del suo stemmo pontificio. Inoltre Venturini, ricorda l´intervista che Benedetto XVI rilasciò nel 2010 al suo amico giornalista Peter Seewald, da cui scaturì il libro, "Luce del mondo". Qui il papa tedesco fa intravedere che "quando il papa giunge alla consapevolezza di non esser più in grado fisicamente, psicologicamente e mentalmente di svolgere l´incarico affidatogli, allora ha il diritto e in alcune circostanze anche il dovere di dimettersi".

Venturini nel libro sottolinea che Ratzinger è stato cardinale di tre Papi che permisero di arricchire la Chiesa di nuove realtà come i cosiddetti "movimenti", nuovi ordini religiosi. La Chiesa, forse per la prima volta, assunse veramente quella dimensione universale, soprattutto sotto Giovanni Paolo II. Tuttavia la situazione non era così rosea come poteva apparire. In un celebre discorso del 2003, Giovanni Paolo II, si esprime con parole che possono essere interpretate come una sorta di continuazione con quello altrettanto celebre di Paolo VI sul "fumo di satana". Papa Wojtyla parla esplicitamente di apostasia silenziosa da parte dell´uomo europeo. Comunque sia il mondo che racconta Venturini spesso non viene conosciuto nemmeno dai cattolici e magari qualcuno tenta di occultare. Sarebbe opportuno ritornarvi in qualche altro intervento.

TAORMINA

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