30 Ottobre 2020

La rivoluzione antiumana dell´ideologia del Gender.

30-08-2015 09:44 - Il PUNTO DI....Domenico Bonvegna.
Non è facile individuare quali sono i presupposti filosofici, culturali e storici dell´ideologia del Geneder. Il professore Mauro Ronco, esponente di Alleanza Cattolica di Torino, tra i tanti individua il liberalismo e in particolare, il socialismo. Riprendendo i temi svolti da Friedrich Engels , viene posto al centro della dinamica della società, "il nucleo originario della lotta di classe, che sarebbe costituito dall´antagonismo fra l´uomo e la donna, espresso nel matrimonio monogamico e nell´oppressione della donna da parte dell´uomo".

Inoltre il professore intravede anche l´influenza dello strutturalismo, che si rifiuta di ragionare in termini di natura umana, per cui l´uomo viene ricondotto "alle forme di vita animale e vegetale e, in ultima analisi, alla materia". Il passaggio decisivo nell´opera di "decostruzione", sarà quello di eliminare la differenza fra i sessi, "che non sarebbero inscritte nella natura, ma sarebbero frutto esclusivo dello sviluppo culturale della storia". Pertanto, secondo l´ideologia del "genere", "spetta alla donna condurre in prima fila la lotta di liberazione, non soltanto con l´eliminazione dei privilegi maschili, ma, soprattutto, con l´abolizione di tutte le differenze fra uomini e donne". Sostanzialmente per i fautori dell´ideologia del gender: "la donna, in particolare, dovrebbe rifiutare la sua vocazione di madre, perché in ciò si radica l´ingiustizia sociale che le impedisce di essere uguale all´uomo in termini di funzione sociale".

Tuttavia per comprendere meglio questa fase di trasformazione del ruolo femminile, il professore Ronco ricorre ancora a monsignor Scooyans che a questo proposito sostiene che, né l´eterosessualità, né la procreazione, possono pretendere di essere ´naturali´; essi sono prodotti culturali ´biologizzati´. Scooyans insiste nel chiarire la posizione dell´ideologia di genere: "E´ la società che ha inventato i ruoli maschile e femminile e la famiglia, che ne è conseguenza. Occorre dunque instaurare una cultura che nega una qualsivoglia importanza alle differenze genitali. Con la scomparsa di queste differenze spariranno il matrimonio, la maternità, la famiglia biologica radicata. Questa cultura ammetterà tutti i tipi di pratica sessuale, correlativamente, rifiuterà ogni forma di repressione sessuale".

Ronco essendo professore di Diritto Penale, analizza il processo di distruzione della persona umana ed è convinto che l´ideologia di genere capovolge la protezione giuridica della persona stessa. Infatti il nuovo modello giuridico "è la protezione non del soggetto, come suppositum o persona, bensì, esclusivamente, della sua libertà di scelta e di autodeterminazione...".

Secondo Ronco si realizza il paradosso che "attraverso la promozione del ´diritto alla scelta´, viene negata la tutela della stessa persona umana". In pratica accade lo stesso processo che porta, con l´ideologia del "genere", alla scomparsa del sesso. Tuttavia il percorso svolto all´interno dei gender movement non è tanto quello di riconoscere i "diritti" delle "minoranze sessuali", quanto soprattutto per realizzare l´obiettivo della dissoluzione dell´identità dell´uomo e della donna. La lotta - scrive Ronco - è per la distruzione della persona".

Naturalmente il movimento del femminismo radicale è in prima fila nella lotta per il riconoscimento giuridico dei "diritti" delle "minoranze sessuali", ma non si ferma a questo, va oltre, "fino a mostrare che l´identità non è più il ´maschio´ o la ´femmina´, bensì il "genere", come incessante decostruzione e ricostruzione, come qualcosa di sempre nuovo, come indefinitamente plurale...". In pratica una identità che muta in continuazione, e non esiste un solo genere, ma tanti generi.

Attenzione, per ottenere tutti questi traguardi occorre creare un ambiente sociale adatto, che si ottiene secondo Reimut Reiche attraverso l´"omosessualizzazione della sessualità", consistente tanto nell´uniformazione dei sessi fra loro, quanto nell´avvicinamento del mondo e della cultura eterosessuale al mondo e alla cultura omosessuale". Dunque secondo il professore Ronco, l´omosessualità, deve costituire, "avvalendosi della forma giuridica e con il potente aiuto della comunicazione massmediatica, il motore per l´attuazione dei modelli omosessuali di vita, per la ricostruzione del nuovo dis-ordine etico mondiale". In pratica la maggioranza eterosessuale deve allinearsi agli stili di vita della minoranza omosessuale: "le norme giuridiche che introducono il divieto della cosiddetta omofobia vanno in questa direzione, sostanzialmente persecutoria nei confronti dello stile di vita delle maggioranze".

I segnali di questa omosessualizzazione sono evidenti nella società contemporanea. Il primo è la sostituzione del concetto di famiglia con quello della convivenza. Ormai esistono varie forme del rapporto di coppia: "famiglia del fine settimana, genitori single, rapporto di coppia a tempo determinato, concubinato fra pensionati, etc". "Il diritto avrebbe il compito di riconoscere le nuove configurazioni sociologiche...". Il modello resta sempre la coppia omosessuale.

Il secondo segnale è "il passaggio della coppia alla mancanza di figli. Come la coppia omosessuale è sterile, così dev´essere la coppia eterosessuale". Pertanto se il soggetto etero o omo, desidera un figlio, verrà "fatto" al di fuori del rapporto di coppia, attraverso la riproduzione artificiale.

Il terzo segnale è "il passaggio dalla stabilità alla mobilità". Questo è un fenomeno visibile soprattutto nelle classi elevate, per ragioni economiche, professionali, o di svago. Comunque sia la coppia stabile viene distrutta, sia in senso di tempo che di spazio. Certamente "la coppia si automodifica continuamente(...)sul modello del potenziale di mobilità degli omosessuali".

Il quarto segnale, secondo il professore Ronco è "il passaggio da una sessualità che vede al suo centro il rapporto genitale, come espressione della coniugalità, a una sessualità pandemica, che si esprime in una pluralità di pratiche paracoitali, che vanno - sotto la guida della pornografia - dall´onanismo alle comunicazioni sessuali designate come cybersex e sesso virtuale, fino alle esperienze di gruppo di tipo sadomasochistico".
Infine, il quinto segnale è "la femminilizzazione dell´uomo e la mascolinizzazione della donna, sempre più dipendenti, nelle pratiche dei fitness-center e nelle attività sportive, da un identico modello androgino". In questo contesto, se l´uomo deve proporsi come la donna, attraente, dando risalto al proprio corpo con attributi-feticcio, tipo anelli, orecchini, allo stesso modo la donna deve riscrivere il proprio corpo, con strutture muscolari e articolazioni fisiche che l´avvicinano al maschio.

Il processo fin qui descritto è "una lotta contro l´uomo in quanto creato a immagine e somiglianza di Dio". Una "lotta contro la famiglia e la generazione". E´ qualcosa che si è già visto nella Storia, si pensi alle varie eresie gnostiche. In pratica questi signori rifiutano la creazione fatta da Dio.
Sul piano della tutela giuridica, i "nuovi diritti" relativizzano la tutela della vita. Addirittura, la protezione più ampia è assicurata ai soggetti fit, titolari di ´diritti´(...)Agli altri soggetti, non è garantita la piena tutela da parte del diritto".

A questo punto in conclusione del documentato intervento pubblicato dalla rivista Cristianità (n.359 genn.-marzo 2011), che ho tentato di sintetizzare per i miei lettori, il professore Ronco, descrive lo scenario attuale di relativizzazione della vita e della riduzione della persona a cosa, con particolare riferimento alla condizione giuridica della Repubblica Italiana. E qui il professore definisce in modo esplicito gli obbiettivi di questa rivoluzione antiumana, che ci riguarda direttamente.



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