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La pensione si allontana sempre di più.

03-12-2015 21:59 - PREVIDENZA
La fantasia del legislatore non ha limiti quando si tratta di ritardare l´accesso alla pensione. Ne sono prova le cosiddette "finestre d´uscita" e la "speranza di vita". Le finestre. Fino al 1997, la decorrenza delle pensioni era fissata, in via generale, al primo giorno del mese successivo alla maturazione dei requisiti o a quello della presentazione della domanda.

Dal primo gennaio 1998, la legge 335/95 (riforma Dini) introdusse, per le pensioni di anzianità, le "finestre". Date a partire dalle quali, cioè, la pensione, pur essendo già stati raggiunti i previsti requisiti, si sarebbe potuta effettivamente incassare. Inizialmente, furono quattro: per i lavoratori dipendenti, luglio, ottobre, 1 gennaio anno successivo e 1 aprile anno successivo, a seconda del trimestre ( ", 2°, 3°, 4° ) di maturazione dei requisiti, e dal primo giorno del terzo mese successivo, per gli autonomi. Dall´I gennaio 2008, le quattro finestre delle pensioni di anzianità, per chi non aveva almeno 40 anni di contribuzione, vennero ridotte a due ( 1 gennaio anno successivo e luglio anno successivo), mentre ne vennero introdotte quattro anche per le pensioni di vecchiaia (1 gennaio, 1 aprile, 1 luglio, 1 ottobre per i lavoratori dipendenti e dal primo giorno del terzo trimestre successivo per gli autonomi).

Dal 2011 (legge 122/2010), al posto delle precedenti finestre venne introdotta la cosiddetta "finestra mobile". La quale fissava, per le pensioni di anzianità e per quelle di vecchiaia, la decorrenza dopo 12 mesi per i lavoratori dipendenti e 18 per gli autonomi, spostando, in pratica, il pensionamento di un anno o di un anno e mezzo rispetto al momento dell´acquisizione del diritto. La legge 214/2011 ha abolito, da gennaio 2012, le finestre mobili, ma ha ulteriormente spostato, anche di 5-6 anni, l´accesso al pensionamento. La "speranza di vita".

L´ex ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, forse affascinato dalle fantasiose elucubrazioni di qualche astrologo di successo, si inventò la cosiddetta "speranza di vita". E stabili (legge 122/2010) che dall´I gennaio 2015 (data, poi, anticipata da Tremonti al 2013) l´età richiesta per tutte le pensioni sarebbe aumentata ogni tré anni (due, dal 2019, con la legge Fornero), in ragione dell´aumento della vita media degli italiani, registrata dall´Istat per il biennio precedente. Per la prima volta, l´aumento è stato di soli tré mesi, ma dal 2019 non ci sarà alcun limite.

Sicché, gli statistici prevedono che, dal 2021, quando l´età per la vecchiaia, secondo la Fornero, sarà per tutti di 67 anni, aggiungendovi la speranza di vita, prevista, per quell´anno, nella misura complessiva di 15 mesi, si potrà andare in pensione a 69 anni e tré mesi.


GIOVANNI PAVONE
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