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La Società Terna: la Sicilia avrà la sua "riserva di energia" investimenti per 1,5 miliardi.

28-12-2017 20:40 - News Sicilia
Immagazzinare l´eccesso della produzione elettrica siciliana per usare questa riserva in caso di necessità. È una delle novità alle quali sta lavorando Terna che in Sicilia gestisce 5.500 km di linee elettriche in alta e altissima tensione e 70 stazioni elettriche.

La Sicilia al momento non brilla per l´efficienza dei suoi elettrodotti e proprio per risolvere la criticità attuali e aumentare la sicurezza del sistema elettrico dell´isola, in termini di qualità e di continuità delle forniture alle imprese e ai cittadini, sono stati programmati una serie di interventi di sviluppo della rete elettrica di trasmissione.

Investimenti per circa 1,5 miliardi di euro, di cui 700 milioni di euro relativi ad opere già realizzate e circa 800 milioni ancora da realizzare.
Gli interventi programmati riguardano prevalentemente gli elettrodotti per rendere efficiente la rete isolana, ridurre le congestioni e favorire lo sviluppo delle fonti rinnovabili, visto l´aumento della capacità produttiva da fonte eolica e fotovoltaica in questi ultimi anni.

Eppure i siciliani pagano cara l´energia. Terna ha pensato di immagazzinare l´eccesso di produzione siciliana e sarda da rinnovabili e usarla in caso di necessità, attraverso sedici impianti di stoccaggio nelle due Isole. Conservare grandi quantità rilasciandole nei momenti critici.

Al momento sono circa 200 le unità lavorative di Terna impegnate sul territorio.

Oltre all´appena inaugurato nuovo collegamento tra Sicilia e Calabria "Sorgente-Rizziconi", messo in esercizio nel maggio del 2016, che permette il raddoppio del collegamento tra Sicilia e Calabria, Terna ha programmato l´elettrodotto Paternò-Priolo, in fase di autorizzazione, che permetterà di migliorare la sicurezza della rete tra Catania e Siracusa; l´elettrodotto Chiaramonte Gulfi-Ciminna, in fase di autorizzazione, volto a garantire il collegamento tra Sicilia orientale e Sicilia occidentale; l´elettrodotto Assoro-Sorgente 2-Villafranca, da avviare in concertazione, che consentirà di chiudere l´anello a 380 kV e razionalizzare la rete elettrica nel messinese, e la nuova stazione elettrica 380/150 kV Vizzini, in fase di autorizzazione. Una serie di interventi che dovrebbero consentire alla Sicilia di disincagliarsi dall´ultima posizine in classifica nelle politiche per l´efficienza energetica.

Una programmazione specifica sul territorio che si inserisce in un quadro ben più ampio del ministero dello sviluppo economico che guarda anche all´Europa ed in particolare al cavidotto sottomarino Sicilia-Tunisia. L´obiettivo è evitare rischi black out, anche perché il sistema europeo non solo non è adeguato, ma contiene al suo interno Paesi che potrebbero portarlo al collasso.

La chiusura di diverse centrali termiche ha portato ad una riduzione della produzione di energia: in Sicilia il prossimo anno dovrebbero esserci sono le centrali di Porto Empedocle e San Filippo del Mela. E qualcuno già rimpiange il rigassificatore che doveva nascere a Priolo (Siracusa).

Certo la burocrazia, ed i piani paesaggistici, non favoriscono gli investimenti: da anni Terna prova a chiudere l´anello di 380 Kv che potrebbe dare stabilità e efficienza alla rete elettrica isolana. Dal via al piano di investimenti sono passati oltre dieci anni: l´avvio della concertazione per la localizzazione dell´elettrodotto Paternò-Priolo risale al 2006.

La realizzazione di questo elettrodotto consentirebbe l´eliminazione delle congestioni che si registrano sulle linee di collegamento tra due poli industriali importanti: quello di Priolo e quello di Catania.


Fonte: di "Alessandro Ricupero"
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