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Imprese culturali, improduttive in Sicilia

30-08-2015 09:56 - News Sicilia
Confindustria: Usóla è l´ottava regione per numero di imprese culturali (26.441), ma occupa appena 60 mila unità lavorati Imprese culturali, improduttive in Sicilii II Sud produce un valore aggiunto pari a 12.750 min di €, inferiore di 7.411 min rispetto alla Lombare PALERMO - Un patrimonio artistico e culturale sprecato. Nel Mezzogiorno e in Sicilia assente qualsiasi forma di valorizzazione.

Sebbene dal punto di vista numerico nella suddetta circoscrizione territoriale è possibile rilevare una discreta presenza di imprese culturali, tutt´altro discorso è possibile fare con riguardo alla produttività, ovvero occupazione e valore aggiunto. Vediamo come stanno le cose nello specifico, grazie al contributo offertoci da Check - up Mezzogiorno, il rapporto pubblicato da Confindustria lo scorso 28 luglio. Infatti, con riferimento al numero di imprese registrate all´interno del sistema produttivo culturale, è possibile rilevare nel Mezzogiorno una presenza ammontante al 26,9% del totale (119.440 unità), un valore secondo solo a quello registrato nel Nord Ovest (29%).

In tal contesto, la Sicilia se la cava abbastanza bene: infatti, occupa l´ottava posizione a livello nazionale per maggior numero di imprese culturali (26.441); per il Mezzogiorno fa ancor meglio la Campania, regione che si colloca a settimo posto su base nazionale con ben 32.982 imprese di tal genere (il 7,4% del totale). Peccato che ad una tale numerosità non si accompagni un´equivalente buon andamento in termini di numero di occupati e valore aggiunto. Infatti, la distribuzione del valore aggiunto e dell´occupazione nel sistema produttivo culturale risulta essere estremamente elevata nel Settentrione, quanto contenuta nell´Italia insulare e meridionale.

Basti pensare che il valore aggiunto delle imprese culturali allocate nelle otto regioni che compongono il Mezzogiorno ammontava nel 2014 a 12.750 milioni di euro, esattamente 7.411 milioni di euro in meno rispetto al valore aggiunto prodotto unicamente dalla Lombardia (20.161 milioni di euro). Dunque, nonostante il significativo numero delle imprese della filiera, il Mezzogiorno risulta ancora indietro, dimostrando di sfruttare meno delle altre aree le opportunità offerte dall´immenso patrimonio storico - artistico presente.

In particolar modo, per quel che concerne la Sicilia, assai esiguo è il valore aggiunto prodotto, ammontante per il 2014 a soli 2.498 milioni di euro (ovvero il 3,2% del totale). Non va di certo meglio dal punto di vista occupazionale. Infatti, le imprese culturali allocate nelle regioni meridionali ed insulari occupano appena il 20% del totale delle unità lavorative impiegate nella filiera (appena 284 mila occupati, contro il milione e mezzo di addetti rilevati a livello na zionale). Anche in questo caso, la nostra regione registra valori assai contenuti, occupando appena 60 mila unità lavorative. Dunque, con la consapevolezza che la nostra regione ha da offrire i più bei spettacoli artistici e culturali, è inevitabile non urlare ancora una volta allo spreco e alla mancata valorizzazione.

E dire che il settore turistico avrebbe potuto rappresentare la via d´uscita alla crisi. Si tratta dell´ennesimo treno perso dalla Sicilia e da tutto il Mezzogiorno. . Serena Grasso Twitter: @serenagrassog Nel 2014 il valore aggiunto delle imprese culturali siciliane è stato pari a 2.498 min -tit_org- Imprese culturali, improduttive in Sicilia


Fonte: Serena Grasso - Quotidiano di Sicilia.

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