07 Luglio 2020
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Il mastro Geppetto che trasforma i sogni in realtà

16-07-2015 13:13 - Storie da Raccontare
Quando la materia prende forma, le idee possono finalmente tradursi in creatività. È l´artigiano che può esprimere al meglio la tridimensionalità della realtà: rimodellando i pensieri, traducendo le emozioni, trasferendo in un oggetto poesia e fantasia.

Così succede nei laboratori di Marcello Sciuto che, tra le vie del centro storico etneo, ogni mattina apre la bottega delle sue passioni. Si definisce il mastro Geppetto di chi vuole trasformare i sogni in realtà, ma questo catanese di 59 anni, un po´ schivo a raccontare la sua vita e la sua arte, non intaglia il legno ma il polistirolo espanso e il polistirene, materiali grezzi che trasforma in linguaggio figurato, in arte visiva. Traccia quel blocco bianco e squadrato come uno scultore, per poi sgrossarlo con le seghe, definirlo con il tagliabalze, lucidarlo con la carta vetrata e animarlo con i colori.

così che nascono le sculture, i bassorilievi, le ambientazioni e scenografie più stravaganti. «Sin da piccolo ho nutrito passione per il disegno - racconta - ho frequentato la scuola d´Arte e ho affinato le mie tecniche. Poi le vicissitudini della vita mi hanno trascinato nel settore delle insegne luminose», finché un giorno di vent´anni fa decise di cambiare strada e di dedicarsi all´artigianato, sfruttando la sua manualità.
«Un lavoro che fa sopravvivere e non arricchisce», sottolinea a denti stretti Marcello, mentre sfoglia in una cartella ad anelli le foto delle sue produzioni, commissionate da negozi, grandi aziende, teatri, semplici amanti dell´arte o del mondo fantasy.

Ci sono elementi architettonici in stile romanico, personaggi dei cartoni animati, astronavi, orsi, alberi fiabeschi, draghi, presepi, riproduzioni di celebri opere e persino pale di ficodindia e copie fedeli di ceramiche e monumenti. «La duttilità di questo materiale - continua l´artigiano - ti consente la sua applicazione in diversi settori d´utilizzo: da quello scenotecnico alle decorazioni artistiche, passando per statue, ricostruzioni di personaggi a grandezza reale ed elementi di arredo e design».

La creazione più impegnativa? «Un Alien di oltre tre metri che ho studiato dai fermo-immagine del film - sottolinea Marcello - senza progettazione ma soltanto attraverso la memoria dello sguardo. Oltre due mesi di lavoro, senza pause, con tanta pazienza e non senza difficoltà. L´esemplare è poi stato esposto, diversi anni fa, all´interno di una mostra su fiction e fantascienza, riscuotendo grandissimo successo soprattutto tra i ragazzi».

Oggi che il figlio di 36 anni, Omar, lo assiste tra una pausa e l´altra dai libri (studia Lingue ed è iscritto all´Università), può contare su un valido aiuto in laboratorio, «ma non so se deciderà di affrontare la mia stessa strada e, a dir la verità, non so neanche se è quello che gli augurerei».

In un mondo che ruota ormai intorno alle tecnologie e alla produzione automatizzata, globalizzata e uniformata, lui continua con i suoi strumenti di una volta, tra combinazioni di intaglio e di fusioni. Marcello non fa "arte concettuale", ma si riscopre amante dell´architettura, della storia, perfino dell´archeologia; difensore delle tradizioni siciliane e del folclore cittadino. Da artigianato ad arte, il passo è breve quando la materia prende forme. Raccontando mestieri da tramandare, conoscenza da conservare e salvaguardare.








Fonte: di Assia La Rosa

TAORMINA

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