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Da Taormina a Palermo, le guide turistiche in campo contro il degrado: come giustificarsi davanti ai turisti!!!

10-05-2016 14:05 - TAORMINA
«Siamo costretti a inventarci uno sciopero a settimana per giustificare il degrado di monumenti e musei davanti ai turisti».

Tiziana Marchetti da anni è "cicerone" tra le bellezze archeologiche della Sicilia si cui conosce luci e ombre. «Più ombre in quest´ultimo periodo — dice al termine di una visita tra i templi di Selinunte — poiché le condizioni in cui versa il nostro patrimonio sono indecenti. Basti pensare che non riesco più nemmeno a individuare i consueti percorsi all´interno dell´area archeologica di Selinunte a causa dell´erba alta e dell´incuria. Adesso c´è pure l´emergenza cani randagi e qualche turista è terrorizzato dalla presenza di pulci e zecche».

In attesa che il parco di Selinunte venga pulito dagli operai della Forestale, le guide turistiche inventano scuse ai turisti. «Pagano 6 euro per passeggiare tra le sterpaglie — dice Marchetti — ed è una vergogna. A Segesta stesso scenario, li non c´è nemmeno un cartello davanti ai resti antichi ed è grazie ai custodi se i visitatori comprendono cosa hanno davanti».

L´allarme degrado investe Taormina, tappa per antonomasia dei turisti in Sicilia, davanti al quale le guide turistiche lanciano l´ennesimo appello alla Regione che non stanzia le somme dovute per la pulizia. «Nei giorni scorsi — dice Emesto Fichera, presidente provinciale delle Guide turistiche di Messina — ci siamo accorti della presenza di escrementi umani nell´area del Teatro greco. Non sappiamo se sia stato qualche vandalo, ma certo è inaccettabile. La direzione del parco fa quel che può, ma un sito che accoglie 600mila visitatori all´anno non può ridursi in questo stato. I visitatori denunciano una situazione di assoluta emergenza e noi non sappiamo più cosa inventarci». Le guide del Messinese mostrano l´abbandono delle Terme, dell´Odeon di Taormina.

Nel Palermitano, si fanno portavoce dei turisti che non possono accedere con facilità alla rocca e al tempio di Diana a Cefalù; al dimenticatoio in cui si trovano da sempre gioielli come Solunto e Himera. «E che dire delle strade? — dice Pietro Piazza, archeologo e guida turistica del Sudest — È impossibile muoversi da Siracusa al centro della Sicilia. Nei festivi, poi, si fermano i treni e le corse dei bus sono ridotte».

Musei e monumenti chiusi nel Siracusano. «Un disastro — dice Carlo Castello, presidente delle Guide turistiche aretusee — . I turisti restano fuori dai cancelli. Per qualche giorno è stato aperto il Castello Eurialo ma l´erba era talmente alta da ricoprire i resti. L´Anfiteatro romano della Neapolis, inaugurato in pompa magna in autunno, è già off limits. I visitatori si lamentano di dover pagare il biglietto davanti a tutto questo».

Niente bagni pubblici alle Eolie, percorsi impraticabili a Mozia. «Zecche alla riserva dello Zingaro — aggiunge Fichera — e spiagge sporche dappertutto: eppure i turisti vorrebbero già fare il bagno nel nostro mare».

Chiese chiuse nell´Ennese. «Persino il Duomo — dice Sabrina Murgano, guida archeologica di Enna — è inaccessibile dalle 12.30 alle 16.30 e i turisti restano fuori dal portone scuotendo la testa. Cerchiamo di limitare i danni, di colmare le carenze e far vedere il volto più bello della Sicilia. Ma è difficile riuscirci».

di Isabella Di Bartolo - Repubblica.it

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