29 Giugno 2022
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GIARDINI NAXOS: Fernando Adonia, giornalista e scrittore, pubblica "Presente! La marcia su Roma, l´uccisione di un fascista a Catania e le trame di un ministro."

21-03-2017 14:16 - News MESSINA e PROVINCIA
Con una puntualità che fa meraviglia allo stesso siciliano, sabato pomeriggio, alle ore 18:30, presso la sede della Biblioteca Comunale di Giardini Naxos, si è presentato il nuovo libro di Fernando Massimo Adonia, giornalista e scrittore catanese.
Il libro, edito Eclettica, è titolato "Presente! La marcia su Roma, l´uccisione di un fascista a Catania e le trame di un ministro."

Biblioteca Comunale piena di pubblico interessata all´evento patrocinato dal Comune di Giardini Naxos, promosso dall´Associazione culturale CPM "Tradizione Distinzione Naxos" e dal Laboratorio Politico "Riva Destra".
Alla riuscita dell´incontro con l´autore, ha collaborato anche l´associazione culturale "Tradizione, Ambiente e Turismo". Hanno relazionato alla presentazione al pubblico del libro, Dario Strano e Alfio Bosco.

Ma veniamo al libro, che abbiamo acquistato e iniziato a leggere venendo a conoscenza di una storia lontana nel tempo sì ma che ha influenzato, non poco, le sorti catanesi della corrente politica fascista del primo ventennio del ´900.
Il libro si legge d´un fiato, scorrevole e dettagliato, ricco di apporti fotografici ed inserti storici, per quello che è un´inchiesta storico giornalistica redatta da Fernando Massimo Adonia, firma di LiveSicilia.it, il periodico d´inchiesta S, il pensatoio Barbadillo.it.
Adonia dirige Paesi Etnei Oggi ed è autore di altri testi, non ultimo "Presente!".

Il fulcro della storia è il mistero della morte di Carlo Amato, all´epoca dei fatti ancora minorenne e studente liceale, avvenuta sì durante i fatti della Marcia su Roma il 2 novembre 1922 a Catania.
Ucciso con un colpo di rivoltella, (si dirà poi colpito a morte da "fuoco amico"), una storia dimenticata ma carica di sospetti e fino ad oggi rimasto un caso irrisolto poiché mancano all´appello i responsabili della cruenta uccisione di un ragazzo per le vie di Catania.

Fernando Massimo Adonia, cerca con i suoi strumenti oggi di ripercorrere le vicende violente di quei giorni, di quel episodio, studiando e ricercando la documentazione del tempo, presentandoci uno spaccato di quello che si poteva respirare e vivere in quei primi anni nella città siciliana, ai piedi dell´Etna maestosa dopo la fine della Grande Guerra, tra dolore, distruzione e voglia di rivincita, segnata dai sentimenti popolari verso le nuove correnti politiche e visioni del mondo che stavano ad affacciarsi.

Ma le domande che si è posto l´autore "chi fu a sparare e perché?" restano.
Lo stesso autore, nelle prime righe del suo ultimo lavoro, scrive "le cronache non lo dicono e non per una semplice omissione, ma perché non fu mai celebrato alcun processo... le indagini furono stoppate... nonostante dal Ministero dell´Interno, allora guidato da Benito Mussolini, avessero chiesto degli approfondimenti urgenti".
Certo diremo noi oggi... la storia ce lo racconta: c´era la crisi del fascio catanese e questo preoccupava non poco i sonni dei politici a Roma perché Catania appariva ingovernabile, non gestibile.
Lo scrittore continua scrivendo "A nessun esponente del Fascio catanese interessò squarciare il velo".
Era più importante avere un martire e usarlo per avere "maggior consenso".
Un assassinio senza giustizia, sentimenti nazionalistici forti che si tessono in una società impoverita dalla Prima Guerra Mondiale, le trame e i depistaggi che le cronache storiche ci riportano.
L´uccisione del giovane Carlo Amato si incentra su una storia ad ampio raggio: la crisi del fascio siciliano, le vicissitudini politiche del ministro Gabriello Carnazza.

Fernando Massimo Adonia ci riporta tutto questo, rendendo giornalisticamente giustizia ad un caso che pone ancora le domande: chi e perché?
E´ passato un secolo da quell´episodio, eppure certi "modus operandi" non sono cambiati.

Cambiano i tempi, le tecnologie, i nomi delle vittime, di chi trama di nascosto o tenta di riportare luce su fatti che non devono rimanere insabbiati e dimenticati, eppure le sorti di storie scomode ripercorrono le medesime soluzioni.


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