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Ecco quello che bisogna sapere sulla malattia di parkinson:

01-05-2014 22:12 - Sanità
Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa, ad evoluzione lenta ma progressiva, che coinvolge, principalmente, alcune funzioni quali il controllo dei movimenti e dell´equilibrio.

La malattia fa parte di un gruppo di patologie definite «Disordini del Movimento» e tra queste è la più frequente. Il nome è legato a James Parkinson, un farmacista chirurgo londinese del XIX secolo, che per primo descrisse gran parte dei sintomi della malattia nel «Trattato sulla paralisi agitante».

A CHE ETÀ? L´età media di esordio è intorno ai 58-60 anni, ma circa il 5 % dei pazienti può presentare un esordio giovanile tra i 21 ed i 40 anni. Prima dei 20 anni è estremamente rara. Sopra i 60 anni colpisce 1-2% della popolazione, mentre la percentuale sale al 3-5% quando l´età è superiore agli 85.

QUALI SONO LE CAUSE? Le cause non sono ancora note. Sembra che vi siano molteplici elementi che concorrono al suo sviluppo. Questi fattori sono principalmente: Genetici: Circa il 20% dei pazienti presenta una storia familiare positiva per la malattia. Tossici, esposizione lavorativa: il rischio di malattia aumenta con l´esposizione a tossine quali alcuni pesticidi (per esempio il Paraquat) o idrocarburi-solventi (per esempio la trielina) e in alcune professioni (come quella di saldatore) che espongono i lavoratori a metalli pesanti. Il fumo da sigaretta sembra essere invece un fattore protettivo.

I SINTOMI MOTORI. Tremore a riposo, la rigidità, la bradicinesia (lentezza dei movimenti automatici) e, in una fase più avanzata, l´instabilità posturale (perdita di equilibrio): questi sintomi si presentano in modo asimmetrico (un lato del corpo è più interessato dell´altro). Il tremore non è presente in tutti i pazienti. All´esordio della malattia, spesso i sintomi non vengono riconosciuti immediatamente, perché si manifestano in modo subdolo, incostante e la progressione della malattia è tipicamente lenta. Talvolta sono i familiari od i conoscenti che si accorgono per primi che "qualcosa non va" ed incoraggiano il paziente a rivolgersi al medico.

TREMORE A RIPOSO. La maggior parte dei pazienti (ma non tutti) presenta un tremore che si nota quando la persona è a riposo (non compie movimenti). Il tremore spesso interessa una mano, ma può interessare anche i piedi o la mandibola. In genere è più evidente su un lato.

RIGIDITÀ. È un aumento involontario del tono dei muscoli. La rigidità può essere il primo sintomo della malattia di Parkinson, spesso esordisce da un lato del corpo, ma molti pazienti non l´avvertono, mentre riferiscono una sensazione mal definita di disagio. Può manifestarsi agli arti, al collo ed al tronco.

SINTOMI "NON MOTORI". Nella malattia di Parkinson si possono presentare anche fenomeni non motori, che possono esordire molti anni prima della comparsa dei sintomi motori. Si evidenziano più spesso nelle fasi iniziali della malattia e con frequenza massima in quelle più avanzate. I sintomi non motori più frequentemente osservati sono: i disturbi vegetativi (alterazione delle funzioni dei visceri), dell´olfatto, del sonno, dell´umore e della cognitività, la fatica e i dolori.

TAORMINA

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