30 Settembre 2022
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Ad una docente del Sud Italia è stato negato il contratto di affitto di una casa, ´perché insegnante´.

30-11-2017 12:53 - Storie da Raccontare
Essere un insegnante è diventato elemento di discriminazione, come la provenienza geografica o l´etnia : un fatto che desta grandissima preoccupazione, non solo e non tanto perché la discriminazione è sempre da condannare, ma perché indirizzata ad una insegnante che dovrebbe, per funzione e status, rappresentare istituzionalmente, l´educazione, l´integrazione e la tolleranza, l´identità e la coscienza di un paese.

La notizia è quella pubblicata ieri dalla Gazzetta di Mantova, che denunciava l´incresciosa situazione in cui si è trovata una docente alla quale è stato negato il contratto di affitto di una casa, ´perché insegnante´.

Un caso di una gravità assoluta - commenta senza mezzi termini il segretario della Uil Scuola, Pino Turi, che ricorda come la scuola abbia unito l´Italia sui valori universali del sapere e dell´educazione.
Azioni tanto odiose, sebbene probabilmente isolate, rappresentano un pericolo incombente per la coesione di un paese - aggiunge Turi. Ora c´è bisogno di un moto di reazione e di solidarietà che deve provenire dalla società civile.

Quella che stiamo portando avanti da tempo, è una battaglia di civiltà rivolta al Paese e alle forze politiche che, per prime, dovrebbero preservare la scuola e non utilizzarla come terreno di scontro politico.
Forse solo questo esempio sarà utile per (ri)dare alla scuola e agli insegnati l´autorevolezza necessaria affinché tali avvenimenti non debbano più accadere.

All´inciviltà e alla maleducazione, si unisce un modello di pensiero che sembra avere sempre più presa nella nostra società interessata da una ventata neo liberista che investe anche la scuola: ogni persona vale per la sua capacità di spesa e non per ciò che rappresenta. Pensare questo di un insegnante è toccare il fondo del senso civico e sociale: la scuola, gli insegnanti, soli non possono farcela, serve un´inversione di tendenza che rivaluti la funzione della scuola statale di tutte e di tutti, da parte dell´intera società civile e politica.

Ne va della civiltà e del progresso del nostro paese - commenta Turi - e non basta più un segno di solidarietà o una pacca sulla spalla di uomini e donne che ogni giorno svolgono un difficile mestiere che è la base democratica e civile di un paese, servono azioni e interventi concreti.

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