20 Ottobre 2021
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C´è il "pomodoro siccagno" saporito e ricco di vitamine per una gustosa spaghettata.

27-02-2015 15:53 - ECONOMIA E FINANZA
Villalba. Nota suo malgrado nel mondo per fatti di mafia ormai lontani (che risalgono al dopoguerra), da decenni seppure faticosamente Villalba punta sul proprio "oro rosso" per costruirsi un futuro economicamente valido. Si tratta del prelibato pomodoro siccagno che da queste parti si raccoglie dalla metà di luglio sino a fine agosto, ma è disponibile tutto l´anno sotto forma di passata e di estratto e di pomodori secchi.

Qua nel Vallone le estati sono roventi e asciutte, ed è proprio in queste terre abbacinate dal sole che da generazioni si coltivano i pomodori siccagni, ovvero che crescono senza irrigazione.
Qui si conserva l´antica semente locale che viene riprodotta ogni anno dai coltivatori. Il pomodoro siccagno ha forma allungata con l´apice a punta, e si chiama anche pizzutello.
Il pomodoro siccagno vanta anche ottime proprietà organolettico e nutrizionale. Ricco di vitamina A e vitamina C, nonché di antiossidanti come il licopene, ha anche un basso contenuto di calorie. E´ molto saporito, tanto che la passata può essere cucinata anche senza sale.

Un tempo, quando il mondo non aveva ancora conosciuto le modernità, alla raccolta e alla trasformazione partecipava tutta la famiglia. Una parte serviva per fare la conserva, il resto era destinato a fare il concentrato, l´«astrattu» che si lasciava essiccare al sole cocente d´agosto, su tavole in legno (le «maìdde»). Bisognava rigirarlo spesso (l´«arriminata») e a sera si recuperava (l´«arricugghiuta»). Con le mani unte d´olio, le donne lo appallottolavano e lo custodivano in grandi orci.

Tuttavia chi ancora oggi vuole gustare degli spaghetti conditi col pomodoro siccagnu come si faceva una volta, non può perdersi l´appuntamento annuale che si tiene ad agosto con la Sagra del pomodoro siccagnu, giunta ormai alla 33ª edizione.
Un modo diverso ed alternativo per conoscere Villalba, la sua storia e le sue tradizioni, e gustare i piatti tipici del tempo che fu.
R. M.

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