Archeoclub: “Salviamo S. Sebastiano a Forza d’Agrò” L’appello in occasione di “Chiese Aperte”

14-05-2022 10:34 -

Hanno avuto luogo domenica gli eventi legati alla manifestazione “Chiese Aperte” organizzati in collaborazione tra Archeoclub d’Italia e Cei (Conferenza Episcopale Italiana) con l’obiettivo di aprire al pubblico, per un giorno, chiese ed edifici di culto in genere chiusi.

La sede Area Ionica Messina ha scelto quest’anno di cambiare “taglio” all’evento sul comprensorio, preferendo lanciare l’appello per il recupero di un importante e poco conosciuto edificio religioso del territorio, S. Sebastiano di Forza d’Agrò, ed aderire anche all’iniziativa di un’altra sede Archeoclub per valorizzare una chiesa, S. Maria di Mili, che ha un importanza cruciale anche per la lettura della storia della zona Jonica.

RECUPERARE S. SEBASTIANO - Nei prossimi giorni Archeoclub Area Jonica invierà alla Soprintendenza di Messina una richiesta di intervento per la chiesa di S. Sebastiano di Forza d’Agrò. L’edificio si trova in contrada Maglie, a ridosso del castello, in pessime condizioni, abbandonato, privo del tetto ed in una situazione di precarietà preoccupante. Peraltro, non è stato ancora possibile individuare nemmeno l’effettivo proprietario. Si chiederà che venga salvaguardata la parte di struttura ancora in piedi e si programmi un’adeguata messa in sicurezza. Si tratta di una chiesa della quale dovranno essere bene studiate anche le radici storiche, poco conosciute. Sembrerebbe risalire al XVI secolo e contiene un affresco nel catino absidale raffigurante Dio padre.

Nel frattempo l’edificio farà parte della campagna di sensibilizzazione “Absidi dimenticate”, ideata di concerto con la Fondazione Architetti nel Mediterraneo di Messina, finalizzata alla riscoperta ed alla valorizzazione di queste permanenze architettoniche minori, spesso pericolanti, dimenticate e cadute nell’oblìo, che si innestano come piccoli scrigni di bellezza nel paesaggio agrario del Valdemone. “E’ incredibile – dice la vice presidente Archeoclub, Ketty Tamà – che l’affresco stia miracolosamente al suo posto malgrado i muri siano di fatto sbriciolati. Dobbiamo salvare questa chiesa!”.

INSIEME ALLA SEDE “DELLO STRETTO” PER SALVAGUARDARE S. MARIA DI MILI - Sempre nell’ottica di salvare e promuovere tesori di inestimabile valore, Archeoclub Area Ionica ha scelto, in occasione di Chiese Aperte, di sostenere l’importante iniziativa promossa dalla sede Archeoclub “Area integrata dello Stretto”, guidata da Rosanna Trovato, che ha consentito la riapertura al pubblico, domenica scorsa, dell’importante abbazia normanna di S. Maria di Mili. “Abbiamo ritenuto importantissimo sostenere questa iniziativa anche perché stiamo dedicando il 2022 alle tematiche basiliane”, ha detto il presidente Filippo Brianni.

Del resto, la storia e l’architettura di Mili non possono essere lette in maniera autonoma rispetto ai monumenti basiliani di Itala, Mandanici e soprattutto S. Pietro di Casalvecchio Siculo, perché fa tutto parte di un processo costruttivo, di evoluzione tipologica e culturale dell’architettura bizantino-arabo-normanna del Valdemone, che tocca il suo apice proprio nell’area Jonica, prima di divenire ispirazione per le grandi cattedrali normanne del palermitano, di recente oggetto dei riconoscimenti Unesco.