La storia: Intervento riuscito: Riparato al Bambino Gesù di Taormina il cuore malato della kosovara Lujeta

17-04-2014 09:17 -

La vita insorge prepotente anche dove la terra ha preso il colore del sangue. Rasim Berisha viene dal Kosovo ed è padre di 5 figli nati, come fiori, nel deserto dei bombardamenti. La sua vita si svolge a 30 km dalla città di Peje, dove ha sempre condotto un´esistenza piuttosto dura. A 25 anni si è visto trucidare davanti agli occhi parenti e amici e ha convissuto ogni giorno con la rassegnazione di chi aspetta impotente il proprio turno per tornare al creato.
Ma all´alba del XXI secolo, quando la guerra ha cessato di insistere, era già padre di Drata e aspettava l´arrivo di Luljeta. Oggi la secondogenita ha 9 anni e soffre di una patologia al cuore che impedisce una corretta ossigenazione al sangue. Rasim si è trovato a combattere per la vita della sua creatura senza il sostegno della moglie: si è così spogliato dei panni di uomo-guerriero per indossare quelli di padre-coraggio.

«Come se la catastrofe della guerra non fosse bastata - racconta l´uomo - da 9 anni sono in pena per la vita di Luljeta. Il fuoco delle armi ha lasciato solo terra bruciata nel mio Paese: il cibo è poco e le cure sanitarie limitate. Non ho né un lavoro né una casa e sono costretto ad abitare con i miei genitori. Tutti viviamo con 60 euro al mese. Facendo affidamento solo sulle mie possibilità economiche oggi non avrei ancora Luljeta con me».

Gli angeli custodi della piccola sono stati l´associazione "Sos infanzia nel mondo" di Palermo, presieduta dal dott. Salvatore Marchello che sostiene i bambini del Kosovo, in collaborazione con il contingente militare italiano e l´ambasciata italiana; l´assessorato alla Salute della Regione siciliana guidato da Lucia Borsellino che, assieme all´Asp 5 di Messina, sostienele cure mediche del caso e il centro cardiologico pediatrico mediterraneo "Bambino Gesù" di Taormina che ha appena compiuto l´ultima operazione.

«Luljeta ha una sola camera ventricolare», spiega l´equipe di cardiochirurgia del Ccpm. «Oggi questa patologia è diffusa e riguarda il 20% dei cardiopatici. 5 anni fa è stato eseguito un primo intervento e da circa due settimane abbiamo completato il trattamento medico-chirurgico con una operazione di 4 ore sempre in regime di medicina umanitaria. In questo caso la difficoltà è stata quella di eseguire un secondo intervento, mirato ad alleggerire il ventricolo esistente tramite la deviazione del sangue non ossigenato ai polmoni. E adesso siamo pronti a restituire alla società un essere che ha risolto i suoi problemi. Non appena verrà dimessa, la piccola condurrà una vita normale: potrà correre, giocare e crearsi una propria famiglia. Se non si interveniva, non sarebbe arrivata a compiere 9 anni».

Luljeta è una bambina diffidente, incuriosita dai giochi tecnologici. Le piacciono i palloncini colorati, ma non ama le carezze e i baci. Rasim ha affiancato la figlia durante il periodo di degenza. È un padre severo, ma presente. Per 4 mesi, infatti, è rimasto al capezzale del letto d´ospedale. Si è trovato catapultato in un ambiente diverso dal suo, ha parlato una lingua straniera e non ha potuto assistere alla nascita dell´ultima figlia ma «la vostra cultura - dice commosso - ha ridato la vita alla mia bambina, permettendomi di capire che il genere umano non provoca solo orrori: è anche aiuto, speranza, sostegno e cuore».

La piccola resterà al Ccpm il tempo necessario per completare le cure in ospedale, dopodiché sarà nuovamente affidata all´associazione palermitana. Completerà il ciclo di cure e di controlli prima di far rientro in Kosovo dove la aspettano le sorelle Drita, Tima, Dafina e il fratello Arben.



Fonte: di Pierangela Cannone